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Prosegue con numeri in netto aumento la partecipazione degli elettori al referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. Alle ore 19 l’affluenza ha superato il 37%, secondo i dati in aggiornamento diffusi dal portale Eligendo del Viminale, ancora parziali e riferiti a circa un quarto dei seggi. In Abruzzo si attesta al 39,19% in linea con il dato nazionale. Il dato conferma un andamento decisamente positivo nel corso della giornata. Le rilevazioni più recenti indicano infatti una partecipazione salita fino al 38,9%, segnando un incremento significativo rispetto ai precedenti appuntamenti referendari. Il confronto più immediato è con il referendum costituzionale del 2020 sul taglio dei parlamentari, quando alla stessa ora del primo giorno di voto si era fermata al 29,7%. Anche guardando agli altri referendum costituzionali, nei quali non è previsto il raggiungimento del quorum, l’affluenza registrata appare particolarmente elevata. Nel 2001, per la riforma del Titolo V, alla stessa ora aveva votato il 23,9% degli aventi diritto, mentre nel 2006, in occasione del referendum sulla devolution, la partecipazione si attestava al 22,4%. Diverso il caso del referendum del 2016 sulla riforma costituzionale promossa dal governo Renzi, che si svolse in un’unica giornata e fece segnare alle 19 un’affluenza già superiore al 57%. Il dato attuale risulta significativo anche nel confronto con consultazioni più recenti non costituzionali. Nel referendum del 2025 su lavoro e cittadinanza, al primo giorno e alla stessa ora, la partecipazione si era fermata al 16,16%, mentre nel 2011, per i quesiti su acqua pubblica e nucleare, aveva raggiunto il 30,3%. Nel complesso, l’andamento della giornata evidenzia un forte interesse degli elettori per il voto sulla giustizia, con un’affluenza che si conferma tra le più alte degli ultimi anni per questo tipo di consultazioni.