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Screenshot_2026-03-23_alle_12.00.05.pngIl malcontento tra i tassisti teramani cresce giorno dopo giorno, alimentato da una situazione che, a loro dire, è ormai diventata insostenibile. A denunciare con forza le criticità del servizio è Antonio Di Febo, uno dei tre tassisti attualmente operativi in città, che punta il dito contro la totale assenza di organizzazione e supporto da parte dell’amministrazione comunale. Il nodo principale riguarda le aree di sosta, spesso ignorate o occupate impropriamente, anche dagli autobus: «Non c’è alcun rispetto per gli spazi riservati ai taxi – spiega Di Febo – e questo crea disagi continui sia per noi lavoratori che per gli utenti». Una situazione particolarmente critica si registra davanti alla stazione ferroviaria, dove la sosta avviene addirittura “a spina di pesce”, rendendo difficoltose le manovre e compromettendo la sicurezza dei clienti: «Pensate ad un disabile, come può salire in auto?». A peggiorare il quadro è l’assenza di un numero di telefono di servizio, elemento fondamentale per garantire un collegamento rapido tra clienti e tassisti. «Nel 2026 è impensabile non avere un sistema organizzato di chiamata – sottolinea – così si penalizza un servizio pubblico essenziale». Secondo i tassisti, il problema non è solo logistico ma anche istituzionale. Viene infatti lamentata una totale mancanza di dialogo con il Comune, accusato di non aver mai avviato un confronto concreto per migliorare le condizioni del servizio. «Non c’è collaborazione, siamo completamente lasciati soli», aggiunge Di Febo. Una situazione che rischia di avere conseguenze pesanti sul futuro del servizio taxi in città. «Se deve continuare così – conclude – è meglio che il Comune si riprenda le licenze». Una provocazione, ma anche il segnale evidente di un disagio profondo che chiede risposte immediate.