
Cresce la protesta dei genitori degli studenti del liceo coreutico, che denunciano una gestione definita “inadeguata” e accusano la scuola di non aver dato seguito agli impegni assunti a inizio anno scolastico, in particolare sulla realizzazione della seconda aula danza. Secondo quanto riportato dalle famiglie, il problema sarebbe stato ignorato dalla dirigenza, alimentando “la sensazione di una beffa da parte del sistema”. Nel mirino, soprattutto, le modalità con cui la questione sarebbe stata affrontata – o, secondo i genitori, non affrontata – tra silenzi e mancanza di risposte. Durante un incontro con la dirigenza, tenutosi il 20 gennaio 2026, era stata individuata una soluzione temporanea: in attesa della nuova aula nel complesso Forti, si era deciso di affittare uno spazio esterno per le attività di danza, individuato nella struttura Mousikè, con relativo servizio di trasporto per gli studenti. La proposta, avanzata dalla dottoressa Clara Moschella, prevedeva tempi rapidi, con attivazione entro una settimana. La scuola e la dirigente Daniela Baldassarre aveva poi formalizzato questa soluzione con una comunicazione inviata alle famiglie il 22 gennaio, indicando come data di avvio il 2 febbraio 2026. Tuttavia, denunciano i genitori, a quella scadenza non è seguito alcun riscontro concreto. Eppure già a inizio anno scolastico era stata prevista la possibilità di svolgere le attività di danza in spazi esterni, con una convenzione attiva con la sala Mousikè , segno – sottolineano le famiglie – che una soluzione era praticabile. Da allora, spiegano, è calato “il silenzio più assoluto”, una situazione ritenuta inaccettabile perché incide direttamente sul diritto allo studio degli studenti del coreutico. Per questo motivo si fa strada l’ipotesi di costituire un comitato di genitori, con rappresentanti di tutte le classi, per avanzare richieste formali di chiarimento e pretendere il rispetto degli impegni presi. “Un’iniziativa individuale – spiegano – rischierebbe di essere inefficace, mentre un’azione condivisa potrebbe avere maggiore forza”. Non si esclude anche il ricorso a vie legali: alcuni genitori hanno già interpellato un avvocato, che ha suggerito un’azione collettiva a nome dell’intero liceo coreutico. Nel frattempo, la situazione starebbe producendo conseguenze concrete: diversi studenti avrebbero già deciso di trasferirsi in altri istituti, in particolare a Tolentino e Pescara, pur di poter proseguire regolarmente il proprio percorso formativo a Teramo.

