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19112025_044151_DSC_8077.JPGUn sistema articolato di distrazione di fondi e reimpiego illecito di denaro è stato scoperto dalla Guardia di Finanza di Pescara nell’ambito dell’operazione denominata “Eldorado”. Due professionisti sono finiti agli arresti domiciliari, mentre per un terzo soggetto, ritenuto prestanome, è scattata una misura interdittiva. L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica, è stata condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria attraverso analisi bancarie e intercettazioni telefoniche e ambientali. Al centro dell’inchiesta alcune società del settore della ristorazione attive nel territorio pescarese. Secondo quanto ricostruito, ingenti flussi di denaro sarebbero stati dirottati da imprese in difficoltà o fallite, anche fuori regione, alcune delle quali intestate fittiziamente a soggetti compiacenti. Le somme, una volta sottratte, venivano reimpiegate tramite false consulenze emesse a favore di una società riconducibile ai due professionisti indagati, per poi essere reinvestite in attività formalmente lecite. Nel corso delle indagini è emerso anche il caso di un soggetto con un tenore di vita sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati, che avrebbe intestato beni ai familiari conviventi per nasconderne la reale disponibilità. Già nei mesi scorsi erano stati eseguiti sequestri preventivi per circa 500mila euro, tra conti correnti, beni mobili e immobili, tra cui anche una Ferrari California. Complessivamente sono sette le persone indagate. Le accuse, a vario titolo, comprendono bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale, autoriciclaggio, intestazione fittizia di beni e omessa dichiarazione dei redditi, per proventi non dichiarati pari a circa 400mila euro. Alla luce degli elementi raccolti, il Gip del Tribunale di Pescara ha disposto gli arresti domiciliari per i due professionisti e il divieto di esercitare attività imprenditoriali per il prestanome. L’operazione rientra nell’attività di contrasto alla criminalità economico-finanziaria condotta dalla Guardia di Finanza, a tutela della legalità e della concorrenza. Resta ferma la presunzione di innocenza: eventuali responsabilità saranno accertate solo con sentenza definitiva.