Slitta ancora la riapertura degli impianti di risalita ai Prati di Tivo: non più a Pasqua, come ipotizzato nelle scorse settimane, ma probabilmente a giugno. A rallentare il percorso sono ostacoli burocratici, documenti mancanti e tempi tecnici difficili da comprimere. Il cronoprogramma prevede diversi passaggi: entro venti giorni sarà convocata l’assemblea straordinaria della Gst (Gran Sasso Teramano), società in liquidazione che gestisce gli impianti; seguiranno le verifiche tecniche della Doppelmayr, quindi gli interventi di manutenzione e infine il bando per affidare la gestione. Solo dopo questi step sarà possibile puntare alla stagione estiva, considerata strategica anche dal punto di vista economico. La gara per la gestione rappresenta il nodo decisivo per il rilancio della località, ferma da sei anni sul fronte sciistico ma al centro di nuovi interessi imprenditoriali, con progetti di investimento fino a 80 milioni di euro nel settore turistico-ricettivo. Intanto il commissario liquidatore Piergiorgio Passerini lavora per sbloccare la situazione, mentre resta aperta anche l’ipotesi di riportare la Gst in bonis, coprendo il debito di circa due milioni di euro per mantenere la gestione in ambito pubblico. Nel frattempo cresce la preoccupazione tra gli operatori turistici locali, che chiedono certezze per programmare la stagione. Nonostante alcune presenze registrate nei mesi scorsi, le ultime settimane hanno segnato un calo e l’incertezza sui tempi di riapertura rende difficile pianificare attività e assunzioni.

