A Silvi si va verso il processo con rito abbreviato per il titolare quarantenne di una palestra, accusato di aver compiuto atti di violenza nei confronti di alcune giovani frequentatrici della struttura, tutte minorenni all’epoca dei fatti. L’uomo si trova agli arresti domiciliari dalla fine di giugno dello scorso anno. Secondo quanto emerso dalle indagini, le ragazze – quattro in totale, con un’età compresa tra gli 11 e i 14 anni al momento degli episodi – seguivano corsi di arti marziali miste sotto la sua supervisione. Solo recentemente è stata resa nota l’identità di una delle presunte vittime, mentre tutte, insieme ai rispettivi familiari, si sono costituite parte civile nel procedimento. Il racconto di una delle giovani avrebbe fatto emergere episodi avvenuti durante le lezioni, in particolare in momenti in cui l’istruttore la isolava all’interno di una stanza chiusa. In queste circostanze, secondo l’accusa, l’uomo avrebbe messo in atto comportamenti inappropriati, giustificandoli con motivazioni pretestuose legate ad attività di allenamento. L’inchiesta è stata coordinata dalla squadra mobile e dalla pm Elisabetta Labanti. Tre delle ragazze sono state ascoltate con incidente probatorio, mentre la quarta è emersa in un secondo momento. Gli investigatori hanno inoltre acquisito messaggi inviati dall’indagato a una delle minorenni, che contribuirebbero a delineare il quadro accusatorio. Durante l’interrogatorio di garanzia, il quarantenne ha scelto di non rispondere. In fase cautelare, il giudice lo ha descritto come una persona capace di esercitare influenza e pressione sulle vittime. La difesa aveva richiesto un rito abbreviato condizionato all’ascolto di un testimone, ma la richiesta è stata respinta.

