Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo torna l’ora legale: le lancette dovranno essere spostate avanti di un’ora, segnando l’inizio del periodo estivo. Un appuntamento ormai consueto che, tuttavia, riaccende il dibattito sull’utilità del doppio cambio stagionale. A sollevare nuovamente la questione è il Codacons, che chiede una decisione definitiva sul superamento di questo sistema. A intervenire è il segretario nazionale Francesco Tanasi, che sottolinea come il meccanismo venga percepito da molti cittadini come superato. “Il passaggio dall’ora solare all’ora legale, e viceversa – afferma Tanasi – continua a incidere sui ritmi biologici, sul sonno e sulla capacità di concentrazione, con effetti concreti sul benessere quotidiano”. Secondo l’associazione, il cambio dell’ora non può più essere considerato una semplice abitudine: comporta infatti adattamenti forzati nella vita personale e familiare, spesso accompagnati da stanchezza e difficoltà nella ripresa delle normali attività. Il nodo resta aperto anche a livello europeo, dove da anni si discute della possibile abolizione del cambio stagionale senza arrivare a una decisione definitiva. Una situazione che, secondo il Codacons, contribuisce ad alimentare incertezza e disorientamento tra i cittadini. “Non si tratta soltanto di spostare le lancette – aggiunge Tanasi – ma di porre fine a un sistema che continua a suscitare perplessità senza offrire una soluzione chiara. Serve una scelta stabile e non più rinviabile, che tenga conto della qualità della vita delle persone”. L’associazione chiede quindi un intervento organico che metta al centro non solo gli aspetti economici e organizzativi, ma soprattutto il benessere dei cittadini, aprendo una nuova fase improntata a maggiore chiarezza e stabilità.

