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Campli si prepara a vivere un momento di grande valore simbolico e collettivo: sabato 28 marzo 2026, alle ore 12, riaprirà al culto la Cattedrale di Santa Maria in Platea, uno dei luoghi più identitari della comunità, rimasto chiuso per circa due anni a causa dei lavori di restauro. Un evento atteso e carico di significato, che segna un passo importante nel percorso di rinascita del centro storico, a lungo segnato da difficoltà e attese. L’intervento, del valore complessivo di oltre 3,2 milioni di euro, è stato realizzato dalla ditta Gavioli grazie ai fondi messi a disposizione dai commissari straordinari Giovanni Legnini e Guido Castelli. Fondamentale, nel corso dei lavori, è stato anche il contributo di Padre Jan Folkert, che ha seguito con attenzione tutte le fasi del cantiere, rappresentando un punto di riferimento costante per la comunità. Un impegno che ha saputo coniugare dimensione spirituale e senso civico. Importante anche il ruolo del consigliere regionale Sandro Mariani, che già nel 2016 si era attivato per l’inserimento di Campli nel cratere sismico, passaggio decisivo per l’accesso ai fondi destinati alla ricostruzione.

La riapertura del Duomo rappresenta oggi il risultato concreto di una collaborazione efficace tra istituzioni, enti e territorio. Un traguardo reso possibile grazie al lavoro congiunto della Diocesi di Teramo, della Soprintendenza, della struttura commissariale e dell’USR Abruzzo, oltre che di tutti i professionisti coinvolti.

Accanto alla soddisfazione per questo importante risultato, restano però aperte alcune criticità. A Campli si attendono da anni interventi fondamentali come quelli su Palazzo Farnese, il consolidamento della frana di Castelnuovo e il completamento del Polo scolastico, opere ritenute strategiche per la sicurezza e lo sviluppo del territorio.

La riapertura della cattedrale dimostra comunque che, quando competenza e collaborazione si incontrano, i risultati arrivano. L’auspicio è che questo stesso slancio possa accelerare anche gli altri interventi attesi, trasformando la ricostruzione in una realtà concreta e diffusa.