Due ore di sciopero e un presidio davanti al municipio. È questa la forma di protesta annunciata dalla CGIL di Teramo dopo l’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori della Giulianova Patrimonio, che hanno deciso di incrociare le braccia il 30 marzo 2026, dalle 9:30 alle 11:30. Alla base della mobilitazione c’è il mancato riscontro da parte dell’Amministrazione comunale alla richiesta di incontro inviata lo scorso 9 marzo. Un silenzio che il sindacato giudica grave, soprattutto alla luce delle criticità che stanno interessando il personale.Tra le principali preoccupazioni c’è infatti la mancata comunicazione delle proroghe dei contratti in scadenza il 31 marzo. Una situazione che lascia i dipendenti in una condizione di incertezza sul proprio futuro lavorativo, alimentando tensione e malcontento. Secondo la CGIL, si tratta di un atteggiamento non più accettabile. I lavoratori chiedono risposte immediate e concrete su questioni che incidono direttamente sulla stabilità occupazionale. Il presidio sotto il Comune rappresenta quindi un primo segnale di protesta, ma la vertenza potrebbe intensificarsi. In assenza di risposte entro il 30 marzo, infatti, non si escludono ulteriori iniziative di mobilitazione ancora più incisive.

