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san-giuseppe-777x437.jpgUn nuovo campanello d’allarme per il patrimonio storico di Teramo. La chiesa di San Giuseppe, chiusa da tempo, versa in condizioni sempre più critiche. A denunciarlo è l’associazione Teramo Nostra, che chiede interventi urgenti per evitare ulteriori danni.

Nei giorni scorsi una delegazione dell’associazione, guidata dal direttore artistico Sandro Melarangelo, è stata ricevuta in Vescovado per segnalare la situazione. Il quadro emerso è preoccupante: nella cappella laterale è crollata una parte del tetto e, da quel momento, ogni pioggia provoca infiltrazioni consistenti all’interno dell’edificio.

«La chiesa presenta una delle poche facciate rinascimentali della città», ha ricordato Melarangelo, sottolineando il valore storico e artistico del luogo. All’interno sono custodite opere di rilievo, tra cui quelle dell’artista polacco Sebastian Majewski, alcune delle quali sono già state spostate.

Tra gli elementi più preziosi figurano il soffitto ligneo dipinto e l’altare in legno rivestito in oro zecchino. Ma non solo. Nella cappella laterale si trova anche una lapide in pietra del 1278, scolpita da Luca da Manoppello, con versi in caratteri gotici che rappresentano la prima descrizione conosciuta della città di Teramo.

Da qui l’appello alle istituzioni: Teramo Nostra chiede alla Diocesi di Teramo-Atri, alla Soprintendenza e al Comune di attivarsi per recuperare i fondi già stanziati in passato e poi destinati ad altri interventi. L’obiettivo è avviare quanto prima i lavori di ristrutturazione, restaurare le opere e restituire la chiesa al culto e alla fruizione pubblica.

«La chiesa di San Giuseppe rappresenta un monumento di altissimo valore storico e artistico per la nostra città», conclude Melarangelo. Un patrimonio che, senza interventi immediati, rischia di deteriorarsi ulteriormente sotto il peso dell’abbandono.