Parte da Teramo uno dei segnali più evidenti del nuovo dinamismo economico del Mezzogiorno. La nostra provincia si piazza infatti al quinto posto nella classifica nazionale per crescita del reddito disponibile delle famiglie, con un incremento del +4,80% nel 2024. Un dato che la inserisce tra le realtà più vivaci d’Italia, secondo l’analisi di Unioncamere-Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, alla quale ha dedicato oggi un articolo il Centro. Il quadro generale racconta di un Sud che accelera più del Nord: nel giro di un anno il reddito delle famiglie nel Mezzogiorno è cresciuto del +3,38%. Tuttavia, la distanza con le regioni settentrionali resta ancora marcata. In termini assoluti, il reddito pro capite al Nord supera di circa il 50% quello del Sud, segno di uno squilibrio territoriale tutt’altro che colmato. In Abruzzo, Teramo non è la provincia più ricca ma è tra quelle che stanno recuperando terreno più rapidamente. Nella classifica nazionale per reddito disponibile, si colloca al 63° posto con 21.121,5 euro pro capite, guadagnando quattro posizioni rispetto al 2023. Meglio fa Pescara, prima in regione, che sale al 60° posto con 21.618,17 euro. Più indietro Chieti, stabile al 69° posto con 20.349,63 euro, mentre L’Aquila resta fanalino di coda regionale: è 81ª e perde due posizioni, fermandosi a 17.984,47 euro. Ma se si guarda ai valori assoluti, la geografia del reddito cambia radicalmente. Le prime posizioni restano saldamente nelle mani del Nord: Milano si conferma in testa con 36.188 euro pro capite, seguita da Bolzano (32.680 euro) e Monza e Brianza (30.182 euro). Nella top ten anche Bologna, Parma, Genova e Firenze. In fondo alla classifica si trovano invece Foggia (14.953 euro), Agrigento e Caserta. Il divario tra la prima e l’ultima provincia supera i 21mila euro.

