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francescomastromauroRafforzare la massa critica dei comuni per migliorare servizi, competitività e prospettive di sviluppo: è da questa premessa che l’associazione Evoluzione Sostenibile rilancia una proposta destinata a far discutere, ovvero l’avvio di un confronto sull’ipotesi di fusione tra Giulianova e Mosciano Sant’Angelo. Un’idea che si inserisce in un contesto più ampio, dove cresce l’attenzione verso processi analoghi, come dimostra il recente dibattito che coinvolge Pineto e Atri.

Un territorio già integrato

Le due realtà, che insieme coprono circa 75 chilometri quadrati, presentano una continuità territoriale evidente. I confini amministrativi, di fatto, risultano sempre meno percepibili nella vita quotidiana dei cittadini. Le aree collinari di Mosciano si innestano naturalmente verso la costa giuliese, mentre Giulianova si estende fino a lambire zone storicamente legate al territorio moscianese.

Viabilità, infrastrutture, relazioni sociali e flussi lavorativi disegnano già oggi un sistema urbano integrato. La fusione porterebbe alla nascita di un centro di quasi 33mila abitanti, destinato a diventare il secondo comune più popoloso della provincia di Teramo, con maggiore peso istituzionale e capacità di interlocuzione.

Un nodo strategico per la mobilità

Dal punto di vista logistico, l’unione delle due realtà rafforzerebbe un polo già oggi strategico. La presenza del porto di Giulianova, dello scalo ferroviario sulla linea Adriatica, della stazione sulla linea per Teramo, del casello dell’autostrada A14 e della Teramo-Mare configura infatti un sistema infrastrutturale di primo piano.

Una dotazione che favorirebbe l’intermodalità e migliorerebbe i collegamenti tra costa ed entroterra, aumentando l’attrattività del territorio per investimenti e nuove attività produttive.

Economie complementari

Altro punto di forza è rappresentato dalla complementarità economica. Giulianova esprime una vocazione turistica consolidata, legata al balneare, mentre Mosciano Sant’Angelo può contare su un tessuto manifatturiero dinamico e radicato.

A queste componenti si aggiunge il settore agricolo, che contribuisce a definire l’identità del territorio. L’integrazione di queste risorse potrebbe dar vita a un sistema economico equilibrato e competitivo, capace di valorizzare sia la costa che l’entroterra.

Servizi più efficienti e maggiore rappresentanza

Tra i vantaggi indicati dall’associazione c’è anche la possibilità di ridurre duplicazioni amministrative, ottimizzare le risorse e migliorare la qualità dei servizi per cittadini e imprese. Le eventuali economie generate potrebbero essere reinvestite in opere pubbliche, manutenzioni e progetti di sviluppo.

Anche sul piano sanitario, un comune più grande avrebbe maggiore forza. Il presidio ospedaliero di Giulianova, già punto di riferimento per l’area, potrebbe essere ulteriormente valorizzato grazie a un peso istituzionale più rilevante nei confronti della Regione.

Un percorso da condividere

La fusione, sottolinea Evoluzione Sostenibile, non dovrebbe essere interpretata come una perdita di identità, ma come un’opportunità per rafforzarla. L’ipotesi è quella di una città articolata su due poli: turistico per Giulianova, produttivo per Mosciano Sant’Angelo.

Il punto di partenza, però, resta il confronto. L’associazione invita ad aprire una discussione ampia e partecipata, coinvolgendo cittadini, categorie economiche e realtà sociali, per valutare in modo equilibrato benefici e criticità.

Guardare oggi a una possibile fusione, conclude il direttivo, significa pianificare con lungimiranza il futuro del territorio, dotandolo degli strumenti necessari per affrontare le sfide dei prossimi anni.