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Montorio al Vomano ha ospitato oggi l’ultima tappa del roadshow “Restare, Partire, Tornare”, chiudendo un percorso durato dodici mesi che ha attraversato quattro regioni e coinvolto più di 3.100 persone. L’appuntamento finale, al Chiostro degli Zoccolanti, ha richiamato oltre 150 ragazzi e ha segnato la conclusione della prima fase del progetto “Ripartiamo Insieme – area del Cratere 2016”.Foto1.jpeg15997_item_3.jpeg

L’iniziativa, promossa nell’ambito delle attività della Struttura commissariale per la ricostruzione e sostenuta dal Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio civile universale, ha voluto spostare l’attenzione dal solo recupero materiale dei territori colpiti dal sisma del 2016 a un investimento diretto sulle nuove generazioni. L’obiettivo dichiarato è stato quello di rafforzare nei giovani la fiducia nella possibilità di costruire il proprio futuro nelle aree interne dell’Appennino.

Sul palco si sono alternati rappresentanti istituzionali e ospiti del mondo accademico, ambientale, produttivo e sportivo. Tra i presenti il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, il sindaco di Montorio al Vomano Fabio Altitonante, il rettore dell’Università di Teramo Christian Corsi e il commissario del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga Patrizio Schiazza. Ai saluti istituzionali si sono affiancati talk e momenti di confronto con Rachele Di Fabrizio, Daniela Tinti, Enrico De Dominicis, Luciano Mucci, Giuseppe Sabatino, Giorgio Pomponi e Marco Di Marcello.

Secondo Castelli, la ricostruzione non può limitarsi a edifici e infrastrutture, ma deve intervenire anche sulla capacità dei territori di trattenere e richiamare energie nuove. Il commissario ha sottolineato come, accanto alla crescita dell’occupazione nell’area del cratere, emerga con sempre maggiore evidenza la necessità di investire nella formazione e nelle competenze dei giovani. A suo giudizio, la partecipazione registrata a Montorio rappresenta il segnale più chiaro della riuscita di questo percorso e dell’avvio di una nuova fase.

Sulla stessa linea anche il sindaco Altitonante, che ha definito significativa la scelta di Montorio come sede conclusiva del festival itinerante. Ha parlato di un territorio capace di offrire servizi, progettualità e qualità della vita, ricordando inoltre che il Comune non registra cali di popolazione da tre anni consecutivi, dato che, a suo avviso, conferma un cambiamento già in atto.

Uno dei cardini dell’iniziativa è stato far conoscere ai giovani dell’area del cratere opportunità già attive ma spesso poco visibili, a partire dal Servizio civile universale. Lo strumento è stato presentato come occasione concreta per acquisire competenze, avvicinarsi alla vita pubblica e rafforzare i legami con il territorio. In questo quadro la Struttura commissariale ha svolto un ruolo di accompagnamento e orientamento, cercando di rendere più accessibili bandi e percorsi di partecipazione.

Durante le varie tappe del roadshow sono emerse anche numerose esperienze locali: giovani che hanno avviato attività artigianali nei propri paesi, progetti di comunicazione territoriale diventati punti di riferimento per le comunità, iniziative nate attorno a cibo, ambiente e sport e trasformate in occasioni di lavoro. Storie spesso lontane dai riflettori, ma che il progetto ha scelto di mettere al centro proprio fuori da ogni logica emergenziale.

“Ripartiamo Insieme” si inserisce in un quadro più ampio di misure già disponibili per i territori del sisma, dai fondi NextAppennino ai bandi per l’autoimprenditorialità giovanile, fino al Servizio civile universale. Il valore aggiunto del percorso, secondo i promotori, è stato quello di rendere questi strumenti più riconoscibili e vicini ai destinatari, favorendo il dialogo tra politiche pubbliche, iniziative culturali e protagonismo giovanile.

Il progetto lascia così in eredità un modello di intervento che punta a essere replicabile, fondato sulla collaborazione tra istituzioni nazionali e locali: Ministero per lo Sport e i Giovani, Dipartimento per le Politiche giovanili, Ministero per la Famiglia e le Pari opportunità, Regioni ed enti territoriali. L’idea di fondo è che la presenza dello Stato nelle aree interne non si misuri soltanto attraverso fondi e ordinanze, ma anche nella capacità di accompagnare comunità e giovani in un percorso di rilancio duraturo.