
Tra appartenenza e catene...C'è un contrasto tra l'idea romantica (e spesso pericolosa) del "sentirsi parte di qualcuno" e la deriva del controllo totale. Nella seconda parte dell' intervista di Psycosí al doc Domenico de Beradis, Bianca Sortino entra nel cuore pulsante — e spesso oscuro — del presente. Esiste un confine sottile, quasi invisibile, tra il dire 'tu mi appartieni' come atto d'amore e il dirlo come atto di proprietà.
Ecco qual è la metamorfosi della gelosia: quando smette di essere quel pizzicore che ci fa sentire scelti e protetti (nel sano senso di appartenenza) e diventa patologia. Qual è il momento esatto in cui il desiderio di 'custodire' l'altro si trasforma nel bisogno di 'recluderlo'?
In questa seconda parte dell'intervista, analizzeremo i profili psicologici di chi ama con il cuore aperto e di chi, invece, ama con il pugno chiuso. Perché la differenza tra un porto sicuro e una prigione sta tutta nel modo in cui gestiamo la nostra paura di perdere ciò che consideriamo 'nostro'. Possiamo davvero dire di appartenere a qualcuno se non siamo liberi, in ogni momento, di andarcene? O l'appartenenza senza libertà è solo un altro nome per il sequestro emotivo?

