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Una giornata definita “storica” per l’Università degli Studi di Teramo e per l’intera città. Dopo 28 anni e un mese dalla nascita del progetto di recupero dell’ex manicomio, prende finalmente avvio il primo lotto dei lavori, segnando un passaggio decisivo per il rilancio del centro storico. Il Rettore Christian Corsi ha espresso emozione e orgoglio nell’annunciare l’apertura del cantiere, sottolineando il valore simbolico e concreto dell’intervento: non solo una riqualificazione edilizia, ma un progetto strategico per il futuro dell’Ateneo e del territorio. Il primo lotto funzionale interessa l’area compresa tra via Saliceti e via del Baluardo, per una superficie di oltre 8mila metri quadrati e un investimento di circa 20 milioni di euro, inserito in un progetto complessivo che supera i 30 milioni. Un percorso complesso, che ha richiesto anni di lavoro tecnico e amministrativo e il coinvolgimento di diverse istituzioni. Un ringraziamento particolare è stato rivolto al direttore generale Roberto Conte e a tutto il personale universitario, per aver contribuito a superare ritardi e criticità, consentendo il recupero dei finanziamenti e l’avvio concreto dell’opera. L’obiettivo è chiaro: riportare l’Università nel cuore della città.

“Teramo città universitaria non si costruisce con slogan, ma con azioni concrete”, è stato ribadito nel corso dell’intervento. Gli edifici interessati ospiteranno i Dipartimenti di Scienze della Comunicazione e di Scienze Politiche, oltre a spazi destinati ad associazioni culturali locali. Il progetto punta alla creazione di una vera e propria “cittadella della cultura”, aperta e integrata con il territorio, capace di coniugare formazione, ricerca e partecipazione. Non solo contenitori, dunque, ma contenuti: aule, corsi di laurea, attività culturali e laboratori innovativi. Tra le ipotesi avanzate anche quella di destinare in futuro alcuni spazi liberati a funzioni strategiche per la città, come il tribunale, con l’idea di realizzare un modello unico in Italia di integrazione tra formazione giuridica e attività giudiziaria. Grande attenzione sarà riservata anche ai giovani, con la creazione di un tavolo permanente composto da studenti, chiamati a contribuire alla visione della città del futuro. L’obiettivo è costruire opportunità concrete per trattenere le nuove generazioni sul territorio. Il progetto prevede inoltre investimenti nella ricerca, con assegni dedicati allo studio degli aspetti architettonici, sociali, economici e sanitari del complesso, e nello sviluppo tecnologico, con laboratori avanzati – tra cui quelli dedicati all’intelligenza artificiale. Gli spazi saranno pensati come luoghi aperti e vissuti, con strutture accessibili fino a tarda sera e aree interne ed esterne fruibili dalla cittadinanza. Un modello che mira a trasformare l’ex manicomio in una “città nella città”, ma finalmente aperta e inclusiva. Il cantiere, avviato ufficialmente oggi, avrà una durata prevista di tre anni per il primo lotto. Parallelamente, l’Ateneo è già al lavoro per reperire ulteriori risorse e completare l’intero progetto, valutando anche la realizzazione di residenze universitarie. Un intervento che guarda al futuro, con l’ambizione di ridefinire il ruolo dell’Università e della città di Teramo nei prossimi decenni.

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