Non solo l’avvio dei lavori del primo lotto, ma una visione già proiettata al completamento dell’intero progetto. L’Università degli Studi di Teramo guarda infatti alla seconda fase dell’intervento di riqualificazione dell’ex manicomio, con l’obiettivo dichiarato di chiudere l’intera operazione entro la fine del mandato rettorale. Lo ha detto oggi il Rettore Christian Corsi all'avvio dei lavori della cittadella della cultura. L’Ateneo è già al lavoro per reperire le risorse necessarie a finanziare il secondo lotto, completando un progetto complessivo dal valore di circa 35 milioni di euro, già interamente approvato sotto il profilo tecnico e amministrativo. “L’impegno è quello di restituire alla città e all’Università l’opera nella sua interezza”, è stato ribadito, sottolineando come il percorso non sia stato privo di difficoltà. Tuttavia, la solidità del progetto e la coesione della squadra hanno permesso di superare criticità e ritardi. Il risultato raggiunto finora viene infatti rivendicato come il frutto di un lavoro condiviso, portato avanti con professionalità e determinazione dalla governance dell’Ateneo. Un progetto definito storico, non solo per l’Università, ma soprattutto per la città di Teramo, chiamata a ridefinire il proprio modello di sviluppo. Pur non spettando direttamente al rettore delineare le politiche urbanistiche cittadine, l’Università si propone come attore centrale, capace di offrire una visione concreta per il futuro del territorio, fondata su cultura, formazione e ricerca. In questo quadro si inserisce anche la disponibilità a sviluppare sinergie istituzionali innovative. Tra le ipotesi avanzate, la possibilità di creare una vera e propria cittadella giuridica, integrando il Dipartimento di Giurisprudenza con il tribunale cittadino. Un modello considerato innovativo e all’avanguardia, che potrebbe portare alla nascita di un polo unico nel suo genere, in grado di coniugare attività accademica e funzioni giudiziarie all’interno dello stesso spazio. Le porte dell’Università, è stato sottolineato, restano aperte a ogni proposta che vada nella direzione di rafforzare il legame tra istituzioni e territorio, con l’obiettivo di costruire una città sempre più dinamica e attrattiva. Il percorso è avviato, ma la sfida ora è completarlo: trasformare un intervento di recupero in un progetto compiuto, capace di generare valore duraturo per Teramo e per il suo sistema universitario.


