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seasa.jpegIl ritorno di Enrico Melozzi al “Comunale”, a distanza di dodici anni dall’occupazione del 2014, ha il sapore dei cerchi che si chiudono. Allora fu un gesto forte, quasi estremo: una protesta. Oggi, invece, quel ritorno racconta una storia diversa. Non più solo denuncia, ma costruzione. L’emozione è inevitabile: rientrare in quel teatro significa rivedere un pezzo di sé, ma anche misurare il cammino fatto. E dentro quell’emozione c’è un progetto di totale ricostruzione, non solo materiale ma culturale.cPerché la vera sfida non era soltanto riaprire un edificio, ma restituirgli un senso. Ridargli voce, pubblico, futuro. Trasformarlo in uno spazio vivo, capace di produrre cultura e non solo di ospitarla.