×

Avviso

Non ci sono cétégorie

Screenshot_2026-04-23_alle_04.23.40.png
Proponeva concorsi ad hoc, minacciava conseguenze professionali pesanti per chi decideva di opporsi ai suoi ordini. Un vero e proprio sistema ostile, quello creato da un professore dell’ Università degli Studi Gabriele d’Annunzio a Pescara, condannato ad un anno e 4 mesi. Al centro della vicenda c’è lo scontro con una candidata a un posto da ricercatore nel settore della statistica economica. Secondo quanto accertato, alla giovane sarebbe stata proposta una via alternativa: rinunciare in cambio della promessa di un futuro concorso costruito su misura. Una proposta che, per i giudici, era un messaggio chiaro: accettare quel percorso oppure restare esclusi. Dopo un primo concorso concluso con un secondo posto, infatti, la candidata aveva fatto ricorso al Tar, ottenendo l’annullamento della procedura. Ma anche nei successivi tentativi la graduatoria non cambia. Solo dopo una lunga serie di ricorsi e nuovi bandi, la ricercatrice riesce infine a ottenere il posto, proseguendo poi la carriera fino al ruolo di associato. Determinante, nell’inchiesta, è stata una registrazione di un colloquio tra i due, da cui sono emersi gli elementi alla base dell’accusa di tentata concussione.