Entrava regolarmente al lavoro, ma poco dopo si allontanava per dedicarsi ad altro. È il quadro emerso dall’indagine che ha coinvolto una donna di 51 anni, finita sotto processo per truffa ai danni della Asl a Sulmona e che ha scelto di chiudere la vicenda con un patteggiamento. Secondo quanto ricostruito, la donna avrebbe accumulato decine di ore di assenza non giustificata, pur risultando formalmente in servizio. Il sistema era semplice: timbratura del badge e uscita immediata dagli uffici, con destinazioni legate ad attività personali, tra cui la danza, sua grande passione. Le indagini, come racconta Il Messaggero, sono partite da una segnalazione anonima e sono state sviluppate dalla guardia di finanza attraverso controlli incrociati: pedinamenti, analisi dei movimenti dell’auto, dati telefonici e riprese video. Elementi che hanno consentito agli investigatori di ricostruire con precisione i comportamenti contestati. Davanti al giudice per l’udienza preliminare, la donna ha patteggiato la pena di un anno di reclusione, pena sospesa. La somma percepita indebitamente, poco più di mille euro, è stata nel frattempo restituita.
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