
Festa a metà per Azione a Teramo, perché mentre inaugura la nuova sede in via Oberdan, di fronte a piazza Martiri Pennesi, perde la segretaria comunale Simona Mazzilli. Per ora, si tratta di rumors, che il partito non conferma, ma l’assenza della coordinatrice comunale all’apertura della sede in città, è un segnale che va oltre i rumors. Anzi: sarebbero non lontane le dimissioni vere e proprie.
Ma andiamo per ordine, cominciando dall’naugurazione. La sede è piccola, ma centrale, è stata pensata soprattutto per i giovani, per i quali è stato realizzato un muro della memoria, con citazioni di uomini e donne che hanno fatto la storia. Una sorta di wikiquote dell’Italia repubblicana. È dedicata ad Altiero Spinelli, e il manifesto di Ventotene risuona come un rumore di fondo, tanta è la spinta alla visione globale, e in particolare europeista, della visione politica. A tenere a battesimo la neonata sede “azionaria”, oltre a tanti esponenti della politica teramana di quasi tutti i partiti, da Fdi ad Avs, ma si è notata l'assenza del Pd e soprattutto del Sindaco D'Alberto, è venuto da Roma l’onorevole Ettore Rosato, ma presto verrà anche Calenda, a presentare il suo libro.
Tornando all’assenza della Mazzilli, mai citata durante tutta la “cerimonia” di inaugurazione nel corso della quale sono stati citati tutti gli azionisti fino al terzo grado si parentela, sembra che a motivare lq distanza creatasi col resto del partito, sia stato l’accordo quasi fatto in Provincia, che porterebbe Gabriella Recchiuti alla vicepresidenza, quindi con una scelta di campo di Centrosinistra, mentre a livello nazionale Calenda sembra sempre più vicino a Forza Italia. L’ ondivagare politico calendiano, quel “vincentrismo” che si struttura nel mettersi in mezzo per cercare di intuire da che parte soffino i venti della politica che vince, se funziona a livello nazionale, rischia di declinarsi in maniera confusa nel locale, specie quando si avvicinano sfide elettorali anche importanti e una posizione, ma una soltanto, bisognerebbe pur prenderla. Altrimenti, come ha detto il consigliere regionale Enio Pavone, si rischia di “accipigliarsi”.

