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IMG_4039.jpgdal nostro inviato ELISABETTA DI CARLO / C’è un luogo, nel cuore pulsante dell’Europa, che è un ritaglio d’Abruzzo, la forma concreta delle relazioni importanti, il luogo geografico della rappresentanza, una vera e propria “ambasciata d’Abruzzo” nella capitale della politica europea. Certastampa ha avuto l’opportunità di visitarla da vicino, entrando in quell’ elegante palazzo, sobrio e al tempo stesso carico di significato. Non è solo una sede istituzionale: è una presenza. Un presidio, a pochi passi dai luoghi in cui si decidono strategie, fondi e visioni che influenzano il futuro dei territori. E pensare che, anni fa, proprio quell’acquisto fu accompagnato da polemiche politiche e discussioni accese. Un investimento ritenuto da alcuni eccessivo, forse prematuro. Oggi, però, il tempo sembra aver restituito una lettura diversa: quella scelta appare sempre più come lungimirante, capace di dare all’Abruzzo uno spazio riconoscibile e autorevole in uno scenario internazionale. A guidarci in questo percorso è stato un “cicerone” d’eccezione, Filippo Lucci, presidente del Consorzio Punto Europa, che con passione e competenza ci ha accompagnati tra stanze, uffici e racconti. Non una semplice visita, ma un viaggio dentro il senso profondo di quella presenza: costruire ponti, intercettare opportunità, rappresentare un territorio che vuole essere protagonista. Con noi, in questo momento di scoperta e condivisione, anche Paola Di Felice, direttrice del Museo delle ceramiche di Castelli, e Manola Di Pasquale, avvocata e consigliera d’amministrazione della Fondazione Tercas. E non eravamo gli unici teramani presenti, anzi: a governare quella sede c’è anche un nostro concittadino, teramano di Villa Pavone, da cinque anni in Belgio, Marcello Di Matteo. Lo ascolterete nel video. Camminando tra quegli spazi si percepisce chiaramente come questa sede non sia solo un punto logistico, ma un crocevia di idee e relazioni. Qui arrivano amministratori, tecnici, rappresentanti istituzionali; qui si costruiscono progetti, si cercano sinergie, si dà voce a un territorio che non vuole restare ai margini. Bruxelles, con i suoi palazzi istituzionali e il continuo intreccio di lingue e interessi, può apparire distante. Eppure, in quelle stanze, l’Abruzzo sembra più vicino. Presente. Riconoscibile. Forse è proprio questo il valore più autentico di quella sede: aver trasformato una scelta discussa in un’opportunità concreta. Aver dato all’Abruzzo non solo un indirizzo nella capitale europea, ma un luogo in cui rappresentarsi, crescere e guardare oltre.