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Per mesi li hanno contestati, criticati, messi nel mirino politico e mediatico. Gli autovelox installati dalla Provincia di Teramo lungo la strada provinciale 3 sono stati uno dei cavalli di battaglia dell’opposizione, accusati di essere strumenti più utili a fare cassa che a garantire la sicurezza stradale. Polemiche, interrogazioni, prese di posizione pubbliche: il tema è stato al centro del dibattito politico per settimane. Eppure oggi lo scenario si ribalta. Con una mozione presentata dal consigliere provinciale Caterina Provvisiero, proprio dai banchi dell’opposizione arriva la richiesta di installare una postazione fissa di controllo della velocità sulla strada provinciale 8, nel tratto di Sant’Omero. Un’iniziativa che punta esplicitamente a migliorare la sicurezza stradale, chiedendo alla Provincia di intervenire con gli stessi strumenti che fino a ieri venivano duramente contestati. Il paradosso è evidente: ciò che veniva definito inefficace o addirittura vessatorio sulla provinciale 3, oggi diventa una soluzione necessaria sulla provinciale 8. Una contraddizione che non passa inosservata e che riapre il dibattito sulla reale posizione politica rispetto agli autovelox. Sono strumenti utili per la sicurezza o semplici dispositivi per fare cassa? Dipende forse dalla strada su cui vengono installati? Il cambio di rotta dell’opposizione trasforma una battaglia di principio in una posizione variabile a seconda delle circostanze. In attesa che la Provincia si esprima sulla proposta, resta un dato politico difficilmente ignorabile: gli autovelox, da problema, diventano improvvisamente soluzione. A seconda dei casi.