Una celebrazione intensa e partecipata quella del Festa della Liberazione a Teramo, segnata quest’anno da un momento particolarmente toccante: il ricordo di Maria Luigia Massimi, storica segretaria, omaggiata con parole cariche di emozione dalla figlia nel corso della cerimonia ufficiale. Un intervento sentito, che ha riportato alla memoria l’impegno civile e umano di Massimi, figura profondamente legata ai valori della Resistenza e della vita democratica cittadina. Il suo ricordo ha rappresentato uno dei momenti più significativi della mattinata, un ponte ideale tra passato e presente nel segno della memoria condivisa. Nel corso delle celebrazioni è intervenuto anche il sindaco Gianguido D'Alberto, che ha offerto una riflessione ampia e articolata sul significato attuale del 25 aprile. “Quest’anno celebriamo l’81° anniversario della Liberazione, al quale il 2 giugno seguiranno gli 80 anni della nostra Repubblica – ha sottolineato – due date inscindibilmente legate, che rappresentano il lungo e doloroso cammino del nostro Paese verso la democrazia, la libertà e i diritti sanciti nella Costituzione”. Il primo cittadino ha richiamato con forza il contesto internazionale segnato da guerre e tensioni, ricordando come il valore della Liberazione non appartenga solo al passato, ma parli con forza al presente e al futuro. “La democrazia e i diritti non sono acquisiti per sempre – ha evidenziato – vanno difesi ogni giorno, ogni volta che sono sotto attacco”. Nel suo intervento, D’Alberto ha ribadito il ruolo centrale dell’antifascismo come principio universale, sottolineando come esso si traduca nel rifiuto di ogni forma di discriminazione, violenza e autoritarismo. Un richiamo netto anche contro ogni tentativo di relativizzare o sminuire il significato storico della Resistenza. Ampio spazio è stato dedicato anche al tema della pace e del diritto internazionale, con un monito contro il ritorno della guerra come strumento di risoluzione dei conflitti e contro l’uso distorto del concetto di “liberazione”. “Non dobbiamo essere esportatori di democrazia, ma portatori di democrazia”, ha affermato, richiamando i valori fondanti della Costituzione e dell’Europa unita. Il sindaco ha infine invitato i cittadini a “tornare ad essere partigiani” nel senso più alto del termine, esercitando con consapevolezza il proprio ruolo nella società, difendendo la democrazia e contrastando l’indifferenza. La cerimonia si è conclusa con un messaggio forte e condiviso: il 25 aprile non è solo memoria, ma responsabilità quotidiana. Un’eredità viva che, anche a Teramo, continua a essere custodita e rinnovata nel nome della libertà, della pace e della Costituzione.




