
Sarà il giudice per l’udienza preliminare a stabilire, il prossimo 7 luglio, se ci saranno le condizioni per un processo. Al centro della vicenda, la morte di Pietro Guccione, detenuto nel carcere di massima sicurezza di Sulmona, avvenuta il 16 dicembre 2022. Tre medici della struttura sono accusati di omicidio colposo. Secondo la procura, avrebbero omesso accertamenti fondamentali nonostante un quadro clinico che lasciava presagire complicazioni cardiache. Guccione, 62 anni, legato alla famiglia mafiosa dei Pagliarelli e arrestato nel 2007 dai carabinieri di Palermo, si era sentito male in cella nei giorni precedenti al decesso. Dopo un malore, era caduto perdendo conoscenza senza più riprendersi. I sintomi – dolore al braccio e alla spalla, vertigini e pressione alta – sarebbero stati segnali chiari di un possibile arresto cardiaco. Tuttavia, secondo l’accusa, non sarebbero stati effettuati esami specialistici come un elettrocardiogramma o una visita cardiologica. Per tre giorni, raccontano i familiari, il detenuto avrebbe chiesto assistenza recandosi più volte in infermeria, senza ottenere approfondimenti adeguati. Secondo gli inquirenti, un intervento tempestivo avrebbe potuto evitare la morte.

