
Un clima giudicato troppo duro e modalità educative ritenute fuori misura sono al centro di una vicenda giudiziaria che coinvolge una docente di scuola primaria del Pescarese. Dopo una condanna in primo grado per maltrattamenti, la Corte d’Appello dell’Aquila ha rivisto l’impostazione del caso, accogliendo la richiesta di sospensione del procedimento con messa alla prova. Secondo quanto emerso nel corso del processo, raccontato dal Messaggero. l’insegnante avrebbe adottato toni e atteggiamenti considerati eccessivi nei confronti degli alunni, con frequenti richiami e frasi giudicate mortificanti. In aula sono stati riportati esempi di espressioni svalutanti e commenti sarcastici, rivolti sia al gruppo classe sia a singoli bambini, che avrebbero contribuito a creare disagio tra gli studenti. La messa alla prova prevede incontri periodici, attività di riflessione e un impegno concreto in ambito sociale. La docente dovrà infatti svolgere lavori di pubblica utilità per dieci ore a settimana, per un periodo complessivo di sei mesi.
Foto: elaborazione AI

