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IMG_2210.jpgFabio Bacà ha presentato, nei giorni scorsi nella libreria di Roseto “La Cura”, il libro “L’era dell’Acquario” (Adelphi, euro 20).  Gli abbiamo rivolto alcune domande.

L’era dell’acquario “, di che cosa si tratta in sintesi ?
Si tratta della storia di una sexinfluencerChloeche vive a Milano superstar dei social soprattutto di Only Fans  da cui ricava centinaia di migliaia di euro al mese, ha un misterioso passatoche la porta a celare, anche agli occhi dei suoi amici, chi è davvero. Queste misteriose vicende che lei  tiene nascoste sono richiamate  nel prologo: vengono ritrovati due corpi, uno è di una bellissima ragazza nuda, morta.  Queste vicende si sviluppano in modo tale che Chloe, che vive a Milano, si sposta verso Bassano del Grappa dove troverà suo fratello e suo nipote che ha una disabilità. Il fratello l’aiuterà a sciogliere i nodi del suo passato verso una risoluzione che il lettore dovrà scoprire.

Come ti sei trovato nei panni di una donna?
Bellissima domanda!All’inizio ero un po’ spaventato siamo in un periodo storico che mettersi nei panni  di chiunque spesso è osteggiato nel nome del rispettoquindi ero un po’ intimorito. Poi però ho pensato che come scrittore ho il diritto di parlare di quello che mi pare, senza vincoli, senza insultare nessuno. Avevo  però in mente la frase della scrittrice OttessaMoshefeghnessuna vera arte è mai uscita dalla mente di chi si preoccupa di non offendere nessuno”. Io non credo di aver mai offeso nessuno, ma mettendomi nei panni di una donna ho indossato le vesti di una ragazza sui generis per il lavoro che fa e per la sua situazione di vita che non riguarda nessuno stereotipo di donna, quindi nessuno si sentirà offeso nel   parlare di una sex influencerche ha un retaggio così stravagante, perché non assomiglia anessuno questo personaggio.

Per te la lingua è una materia da plasmare e reinventare?
Non sono uno sperimentatore o sperimentalista in seno assolutonon mi interessa stupire il pubblico.  Scrivo così perché mi piace, perché lo amo, perché mi piace questo tipo di gioco, mipiace giocare con le parole e mi piace questa meravigliosa lingua che è l’italiano con tutte le sue incredibili sfumature e non vedo perché debba precludermi le possibilità espressive che la lingua ti permette. Detto ciò, ho in mente una asserzione di Don DeLillo “per me la lingua è un personaggio” dà allo stile la stessa importanza del personaggio, deve essere ben delineato, strutturato tridimensionale   come sono i personaggi Sottoscrivo in pieno questa asserzione

Quanto lavoro c’è dietro le tue pagine ?
Tantissimo, Anna, tantissimo. Sono quello che si definisce un “cesellatore”, non un incursore come ha detto Stephen King ma un rifinitore.Non riesco ad andare a dormire pensando che quel giorno avrei potuto fare di più, poi rileggendo la terza, quarta stesura cambio tantissimo, questo fa parte del ruolo di rifinitura. Per me non esiste scrittura “ di getto”, oggi faccio una pagina, duemila parole… Ogni parola deve essere soppesata anche durante la prima stesura.

Qualcuno ha detto “l’arte non è un mestiere è un’ispirazione che viene  oppure no”. Che ne pensi?
La penso così in parte, nel senso che ognuno di noi può esprimere se stesso attraverso una forma di arte, l’ispirazione deve essere sostenuta dal lavoro quotidiano, il talento non basta. Se il lavoro non viene esercitato, l’ispirazione si inaridisce per sempre.

Lo scrittore che responsabilità ha verso il lettore ?
I temi dei romanzi sonodiventati rassicuranti, quasi che si volesse rassicurare il lettore perché il mondo non è così cattivo come sembra da quello che vediamo. Si cerca di tenerlo in una comfort zone.  Io non sento nessuna  particolarità verso illettore se non quella di giustificare i soldi che ha speso per il mio libro offrendogli una storia appassionante. La mia prima responsabilità è quella di divertirlo ma in senso ampio, non divertirlo nel senso di farlo ridere, tenerlo avvinto verso quello che ho scritto, tenerlo nel mio mondo, tenercelo stretto, non fargli dimenticare quello che sta leggendo. Prima responsabilità: divertirlo, appassionarlo, poi dato che sono un essere umano, con interessi e ossessioni oltre che divertirlo vorrei metterlo di fronte a quelle che sono le mie ossessioni cercando con lui un legame quasi spirituale perché voglio che si interessi alle stesse problematiche umane comuni a tutti, che sono le mie, di chiunque, di un uomo vissuto 500 anni fa, che saranno di un essere umano che vivrà fra 500 anniQuesta è la mia seconda responsabilità. Per il resto, credo di avere il diritto di parlare di qualunque cosa senza avere paura di parlarne.

Come è nato il titolo del tuo libro?
Qualche volta nei romanzi il titolo parte subito, qualche volta arriva in itinere, qualche volta,come in questo caso,arriva dopo una disperata rincorsa… Allora ti dicoche è stata l’intuizione del mio editor Michele Orti Manarache ha dettomettiamo l’Acquario in relazioneai social media”.Io invece ho pensato all’era dell’Acquario di cui parlavano i figli dei fiori, poi l’era dell’acquario, avrebbe portato assottigliamento del confine  tra vivi e morti che sono alcune tematiche del romanzo... Ho pensato a questo .

Fabio Bacà è nato nel 1972 a San Benedetto del Tronto e vive ad Alba Adriatica. Di lui Adelphi ha pubblicato Benevolenza cosmica(2019), Premio città di Moncalieri e Premio Severino Cesari e Nova (2021), finalista al premio Strega e al premio Campiello.

ANNA BRANDIFERRO