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Imito
Notaresco al centro di un *caso politico di rilievo nazionale*, dopo la scelta annunciata ai quattro venti dal sindaco Toni Di Gianvittorio di aderire al neonato partito del generale Vannacci. Una scelta identitaria e radicale, rivendicata orgogliosamente dal primo cittadino a mezzo stampa e social, che abbraccia ideali di *estremismo di ultra destra definita come “radicale e non moderata”* dallo stesso fondatore di Futuro Nazionale. Eppure, in Giunta con lui siede – a questo punto non più tanto comodamente – l’assessore *Ezio Di Colli (foto), tesserato del Partito Democratico*. Possiamo immaginare il dilemma etico e politico in cui si dibatte l’assessore, cosa farà ora? Rimarrà fedele ai valori e agli ideali di centrosinistra che dichiara di rappresentare, togliendo l’appoggio a un sindaco che ha scelto di schierarsi con un progetto politico agli antipodi oppure passerà sopra tutto — idee, coerenza, credibilità — pur di conservare la poltrona e tenere in piedi una maggioranza il cui unico collante sembra ormai essere il *mantenimento del potere* per soddisfare ambizioni personali?
Siamo altrettanto curiosi di conoscere il parere del segretario provinciale del Partito Democratico, *Robert Verrocchio*, e del consigliere regionale *Sandro Mariani* — ai quali Di Colli fa riferimento — rispetto a questa surreale convivenza. È compatibile con i valori del PD partecipare a un’Amministrazione che si prepara, come apprendiamo dagli stessi proclami del sindaco, ad accogliere con entusiasmo e in pompa magna a Notaresco il generale Vannacci? Ci sarà anche l’assessore Ezio Di Colli nel comitato di accoglienza e nei selfie di rito a fianco al sindaco?
E ancora: trattandosi ormai di un caso regionale, anzi nazionale, qual è la posizione del segretario regionale del PD *Daniele Marinelli*? Ha posto la questione nelle sedi opportune e informato i vertici nazionali del partito? Impossibile per il PD locale e regionale, ai vari livelli, ancora trincerarsi dietro l’imbarazzante cortina di silenzio.
Il nostro comune, emarginato a livello provinciale e regionale, rischia ora l’isolamento totale a causa di un sindaco, già pseudo civico, già legista, già forzista, che tratta i partiti come tram da prendere e lasciare a seconda della convenienza del momento, nella speranza che questa corsa lo porti direttamente a Roma. Appena due mesi fa, durante una serata di gala autocelebrativa dei “primi 942 giorni” della sua Amministrazione, Di Gianvittorio si professava vicino al presidente del Consiglio regionale *Lorenzo Sospiri*, tra gli invitati. Oggi, con la consueta nonchalance, rinnega tutto e si lancia nella nuova avventura al fianco del generale Vannacci. Un campione di trasformismo politico che non ha nulla di civico e sa tanto di operazione opportunistica: Di Gianvittorio getta la maschera e tenta una disperata fuga in avanti verso Roma, tentando di sottrarsi in extremis ai tanti problemi interni e disastri prodotti sul territorio — a partire dall’enorme pasticcio che ha combinato sulla *nuova discarica* - scaricandone il peso sulle spalle della sua comunità.
Attendiamo con altrettanta ansia una presa di posizione chiara e netta del *circolo cittadino del Partito Democratico*, analoga a quella sottoscritta nel 2023 a sostegno della candidatura del loro tesserato Ezio Di Colli insieme a Toni Di Gianvittorio, allora giustificata in quanto si trattava di schieramento “civico”. Oggi che il sindaco ha pubblicamente annunciato il proprio sostegno al generale Vannacci, il PD locale continuerà a nascondere la testa sotto la sabbia oppure dimostrerà credibilità e coerenza con i propri ideali, chiedendo a Di Colli di fare un *doveroso passo indietro*? Notaresco merita chiarezza. Merita coerenza. Merita amministratori che scelgano da che parte stare e non per calcolo personale, ma per rispetto della comunità che rappresentano. *Coordinamento Fratelli d’Italia Notaresco*