Dipendenti retrocessi di livello, lavoratori licenziati e, nello stesso periodo, un avanzamento record per un solo addetto. È la vicenda che ruota attorno alla società partecipata Mo.Te., su cui si concentra ora una nuova iniziativa politica: un accesso agli atti per chiarire come sia stato possibile un aumento di tre livelli contrattuali con passaggio da part-time a full-time. La denuncia arriva dal consigliere comunale di Futuro In Franco Fracassa. Secondo quanto emerso, durante la riorganizzazione aziendale tutti i dipendenti con inquadramento superiore al quarto livello sarebbero stati costretti ad accettare il ritorno al livello base pur di restare in servizio nella nuova società Teramo Ambiente. Una scelta definita di fatto obbligata, che avrebbe coinvolto numerosi lavoratori. Nello stesso arco temporale, però, si sarebbe verificata una situazione opposta: un dipendente della Te.Am avrebbe ottenuto il passaggio da part-time a tempo pieno accompagnato da un incremento di tre livelli. Un avanzamento considerato anomalo rispetto al contesto generale, tanto da essere definito “un miracolo” da chi denuncia la vicenda, parlando apertamente di trattamento differenziato tra lavoratori. Il tema si inserisce in una fase particolarmente delicata per Mo.Te., segnata anche da licenziamenti. Alcuni dipendenti che non avevano accettato le nuove condizioni o che erano ancora nei termini per decidere sarebbero stati allontanati. Secondo le stesse fonti, i contenziosi in corso potrebbero tradursi in risarcimenti rilevanti in sede di giudice del lavoro, con cifre che — se confermate — rischierebbero di gravare indirettamente sulla collettività attraverso le tariffe del servizio. Entro la fine del mese è attesa inoltre la pronuncia del giudice d’Ignazio sull’eventuale fallimento della società. Il disavanzo stimato si aggira intorno ai sei milioni di euro. Una cifra che, secondo l’opposizione, chiama in causa anche le responsabilità politiche della governance degli ultimi anni: il sindaco, in qualità di componente del cda per nove anni, avrebbe avuto un ruolo rilevante nella gestione che ha portato alla crisi. La situazione preoccupa anche sul fronte dei creditori: imprese e fornitori che avevano lavorato per la partecipata oggi rischiano di non recuperare quanto dovuto. Una circostanza definita insolita perché, a differenza di casi analoghi nel settore privato, riguarderebbe direttamente una società riconducibile alla pubblica amministrazione. Dopo l’interrogazione presentata in consiglio comunale, il prossimo passo sarà dunque l’accesso agli atti di Fracassa. L’obiettivo dichiarato è verificare le motivazioni formali che hanno consentito il salto di tre livelli e accertare se la procedura sia stata legittima e coerente con le regole contrattuali e aziendali. Solo l’esame della documentazione potrà chiarire se l’avanzamento sia stato giustificato o se vi siano state irregolarità.


