Intervento forte e carico di significato quello del presidente della Provincia di Teramo Camillo D’Angelo, che ha messo al centro il futuro delle aree interne e il rischio spopolamento. “È stato emozionante vedere negli occhi del sindaco e dei ragazzi il senso profondo di questa giornata – ha detto – perché oggi più che mai questi territori hanno l’occasione di ricostruire scuole, edifici e comunità”. D’Angelo ha voluto sottolineare anche il lavoro istituzionale svolto: “Ringraziamo il presidente della Regione e l’assessore per l’ascolto. Non è stato solo un momento formale, ma un confronto reale per individuare soluzioni”.
“Ricostruire non basta”
Il presidente però è netto: “Da sindaci sappiamo bene che fare scuole e strade è fondamentale, ma non è sufficiente. Dobbiamo dircelo con chiarezza: così non basta”. Il nodo centrale è quello economico e sociale: “Un tempo qui vivevano migliaia di persone, c’erano lavoro, servizi, prospettive. Le famiglie potevano restare, crescere i figli e costruire un futuro. Oggi questo manca”.
Il problema dello spopolamento
Secondo D’Angelo, la questione è evidente: “Le persone vanno via perché cercano lavoro, servizi e socialità. Vanno dove ci sono opportunità. E allora la vera domanda è: come facciamo a far restare le famiglie?”.
Una riflessione che riguarda non solo le zone montane: “Disagio significa anche essere lontani dai centri economici e dai servizi, non solo vivere in montagna”.
Le proposte: incentivi e smart working
Tra le possibili soluzioni, il presidente indica alcune direttrici chiare:
- incentivi fiscali per chi lavora e investe nelle aree interne
- sostegni concreti alle attività economiche locali
- introduzione dello smart working per favorire la permanenza nei territori
“Dobbiamo ridurre il divario tra le aree più sviluppate e quelle più fragili. Se vogliamo davvero credere nel rilancio di questi territori, servono scelte coraggiose”.
“Serve una strategia comune”
In chiusura, l’appello alla collaborazione istituzionale: “Questo deve essere il momento della sinergia tra enti. Ognuno deve fare la propria parte per costruire un programma concreto di ripresa”.
L’obiettivo, conclude D’Angelo, è ambizioso: “Rilanciare queste aree e farle diventare un valore aggiunto per l’intera regione, accanto a quelle già sviluppate”.

