×

Avviso

Non ci sono cétégorie

Tensione sul tema dei comuni montani in Abruzzo, dopo il confronto con il presidente della Regione Marco Marsilio. Dal territorio arriva una posizione chiara: più che una polemica politica, è una questione concreta che riguarda servizi e futuro delle comunità. “Non è una polemica con la Regione, ma con il Governo centrale – viene spiegato dal sindaco Vincenzo D'Ercole – Noi sindaci abbiamo chiesto al governatore che i 27 comuni esclusi possano essere nuovamente ricompresi tra quelli montani. Ma il punto non è l’etichetta: sono le conseguenze di questa scelta”.

PHOTO-2026-03-30-14-09-28.jpg

Valfino divisa e timori per le scuole

A preoccupare è soprattutto la situazione della Valfino, che rischia di restare “spaccata”: alcuni comuni manterrebbero lo status montano, altri no. Un elemento che, secondo gli amministratori, crea disuguaglianze difficili da gestire.

Il nodo principale riguarda le scuole: “Se perdiamo lo status montano, dovremo rispettare gli stessi parametri della costa. Questo significa classi con un minimo di 15 alunni per anno”.

Una soglia considerata troppo alta per i piccoli centri: “Si rischia di creare pluriclassi e di abbassare la qualità della formazione”.

“Servono certezze, non parole”

Dalle dichiarazioni del presidente Marsilio sarebbe emersa una possibile apertura, ma gli amministratori chiedono atti concreti: “Finché non vediamo una norma scritta nero su bianco, il problema resta”.

“Investiamo, ma così veniamo penalizzati”

Intanto i comuni continuano a investire nei servizi: “Stiamo realizzando una nuova mensa scolastica e un asilo nido, interventi fondamentali per le famiglie”.

Ma il timore è che questi sforzi vengano vanificati: “Se da una parte costruiamo servizi e dall’altra arrivano regole che li rendono inutilizzabili o insostenibili, diventa tutto più difficile”.

“Ci sentiamo ancora penalizzati”

Il messaggio finale è netto: “Fino a quando non ci saranno certezze normative, ci sentiamo ancora penalizzati. Qui non si tratta solo di numeri, ma della possibilità concreta di tenere vive le nostre comunità”.