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19232_item_5.pngNon è stata una semplice visita di cortesia, ma un atto di impegno politico e istituzionale davanti a una ferita aperta nel territorio. La Commissione parlamentare d'inchiesta sul rischio idrogeologico ha effettuato oggi un sopralluogo d'urgenza a Silvi, portandosi nel cuore della zona rossa di via Santa Lucia. Lì, dove il fango e il movimento del terreno hanno travolto infrastrutture e strappato decine di famiglie alle proprie case, lo Stato ha voluto mostrare il volto della concretezza.

Il presidente della Commissione, Piero Bicchielli, insieme al vice presidente Luciano D’Alfonso e all’onorevole Guerino Testa, ha toccato con mano i danni, lodando l’efficace coordinamento tra Protezione Civile, Regione Abruzzo e Comune. Ma il plauso per la gestione dell'emergenza ha lasciato subito spazio a una riflessione più profonda: l'Italia non può più permettersi di rincorrere i disastri.

Verso una Legge Quadro sulla prevenzione

"Dobbiamo superare il deficit culturale sulla prevenzione", ha dichiarato Bicchielli, annunciando che la Commissione è al lavoro su una legge quadro per dotare il Paese di strumenti capaci di anticipare gli eventi calamitosi, evitando il dispendio enorme di risorse umane ed economiche che ogni emergenza comporta.

Il nodo burocratico: la trappola della "Cassa"

Tuttavia, il problema più imminente per Silvi non è solo il consolidamento del versante, ma la sopravvivenza finanziaria dell'ente. Il sindaco Andrea Scordella ha lanciato un grido d'allarme chiaro: per affrontare le spese urgenti, il Comune deve poter disporre di liquidità immediata.

"Se dobbiamo anticipare i fondi per l'emergenza – ha spiegato il primo cittadino – servono deroghe dalla Corte dei Conti. Senza liquidità di cassa, e non solo di competenza, rischiamo di bloccare i servizi di base e compromettere la stagione estiva. Per una città turistica come la nostra, sarebbe il colpo di grazia".

La proposta: sospendere l'ordinarietà contabile

Una linea condivisa con forza da Luciano D’Alfonso, che ha invocato un intervento normativo per evitare che il Comune "affondi" sotto il peso dei vincoli del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL). La proposta è netta: la Corte dei Conti deve sospendere l’ordinarietà della lettura contabile per casi eccezionali come quello di Silvi.

In sostanza, si chiede che l'amministrazione possa spendere oltre i limiti previsti per far fronte al disastro senza incappare in sanzioni o squilibri formali. Un passaggio tecnico, ma vitale, che dovrà viaggiare in parallelo con i lavori di messa in sicurezza definitiva che Regione e Protezione Civile si apprestano a finanziare.