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Cavallari_e_Menna.jpegAltro che attenzione alla Protezione Civile. Il bilancio approvato dalla maggioranza guidata dal presidente Marco Marsilio racconta una realtà diversa: la sicurezza dei cittadini non è stata posta al centro delle scelte. Non si tratta di una lettura politica, ma di quanto emerge dagli atti ufficiali. Il Dipartimento evidenzia un forte scostamento tra i fabbisogni reali e le risorse disponibili. Mancano le coperture necessarie per le assunzioni richieste dall’Agenzia e i revisori dei conti segnalano criticità rilevanti: ritardi nei pagamenti, assenza del fondo rischi per le spese legali e mancata valutazione dei contenziosi in corso. Nonostante questo quadro, il bilancio è stato comunque approvato. Una decisione che, secondo i consiglieri, non risponde a una logica di governo, ma alla scelta di rinviare i problemi e scaricare le responsabilità. Viene approvato un documento privo di basi finanziarie solide, con il rinvio degli investimenti sul personale e risorse rese incerte, perché legate a trasferimenti non garantiti. Ne emerge una gestione priva di programmazione e visione. Il tutto avviene in una fase particolarmente delicata per il territorio abruzzese. Nelle ultime settimane si sono svolti sopralluoghi e approfondimenti con il Capo della Protezione Civile nazionale, ingegner Ciciliano, insieme a tecnici ed esperti, per monitorare l’evoluzione del dissesto idrogeologico a Silvi, già riconosciuto come calamità nazionale dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Di fronte a una situazione così complessa, la Regione – sottolineano Cavallari e Menna – non rafforza il sistema di emergenza, ma lo espone a ulteriori fragilità. Non si investe sul personale, non si garantisce stabilità finanziaria e non si forniscono strumenti adeguati alla Protezione Civile. Nel frattempo, i lavoratori continuano a operare in condizioni difficili: straordinari non riconosciuti, carichi di lavoro in aumento e incertezza sulle risorse disponibili. Il bilancio, anziché intervenire su queste criticità, finisce per consolidarle. Non si tratta, concludono i consiglieri, di un errore, ma di una scelta politica precisa. La Protezione Civile non può essere indebolita proprio mentre crescono le emergenze. La sicurezza dei cittadini deve restare una priorità assoluta e non può essere subordinata a logiche politiche o interventi di facciata.

La responsabilità di questa decisione, evidenziano, ricade interamente sull’attuale governo regionale.