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Un’assemblea pubblica per fare il punto sullo stato della sanità in Val Vibrata e rilanciare una piattaforma di proposte concrete. È l’iniziativa in programma venerdì 6 marzo, alle ore 21, nella Sala Polifunzionale di Sant’Omero, promossa dal Comitato Civico a tutela dell’Ospedale Val Vibrata e della Sanità Pubblica con lo slogan “Mai un passo indietro”. L’appuntamento è stato presentato questa mattina in conferenza stampa dal Comitato insieme al presidente della Provincia di Teramo, Camillo D’Angelo. A fare il punto per certastampa, il vice presidente Pasqualino Spinosi.

Il Comitato, nato oltre un anno fa dalla mobilitazione congiunta di cittadini, operatori sanitari, associazioni e amministratori locali, denuncia il progressivo depauperamento dell’ospedale di Sant’Omero, presidio di riferimento per circa 83mila residenti e per un territorio che registra ogni anno oltre un milione e mezzo di presenze turistiche. Nel corso dell’ultimo anno — spiegano i promotori — è stato condotto un lavoro di analisi su documenti ufficiali, dati e dichiarazioni dei responsabili della sanità locale. Da questo monitoraggio emerge, secondo il Comitato, che molte decisioni sul presidio vibratiano sarebbero state assunte e giustificate in modo approssimativo, con affermazioni non sempre coerenti con i numeri disponibili. Proprio da tale attività nasce la “Piattaforma programmatica”, documento fondato su dati e analisi puntuali che sarà presentato pubblicamente per la prima volta durante l’assemblea di venerdì. L’obiettivo è informare i cittadini con elementi verificabili, avanzare richieste precise alle istituzioni e ottenere risposte altrettanto concrete. All’incontro sono stati invitati tutti i soggetti con un ruolo nella tutela della sanità pubblica del territorio: istituzioni, rappresentanze politiche, dirigenza aziendale, organizzazioni sindacali e associazioni.

«Un’assemblea pubblica — sottolineano i promotori — è uno degli strumenti più importanti della democrazia partecipata. E sulla sanità della Val Vibrata non si intende arretrare di un passo».

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