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Il fascicolo sanitario elettronico in Abruzzo è ormai una realtà consolidata, frutto di anni di lavoro e di un impegno costante da parte della struttura regionale. A sottolinearlo è Camillo Odio, direttore del Dipartimento Sanità della Regione Abruzzo, che evidenzia come i risultati illustrati dall’assessore siano il punto di arrivo di un percorso portato avanti dall’Ufficio Sanità Digitale su impulso politico e istituzionale. “I dati e le percentuali rappresentano un traguardo importante – spiega Odio – raggiunto grazie al lavoro svolto nel tempo su indirizzo dell’assessore e con il sostegno del presidente della Regione”. Il sistema, dunque, è già operativo e diffuso, ma restano ancora alcuni aspetti da migliorare. Tra questi, in particolare, l’accesso al fascicolo da parte dei cittadini. “Ci siamo accorti che in Abruzzo questo utilizzo deve essere ancora rafforzato e sostenuto – aggiunge – perché, nonostante la piattaforma sia attiva, l’interazione da parte degli utenti è ancora limitata”. Un contributo significativo arriva dal PNRR, che ha destinato risorse specifiche anche alla sanità digitale. In Abruzzo sono previsti circa 4 milioni di euro per le aziende sanitarie: 2 milioni per l’adeguamento tecnologico e altri 2 milioni per la formazione del personale. Gli investimenti permetteranno da un lato di migliorare i sistemi di trasmissione dei dati verso il fascicolo sanitario elettronico, che è una piattaforma nazionale, e dall’altro di rafforzare le competenze degli operatori. Il sistema consente infatti, con il consenso del cittadino, la consultazione delle informazioni sanitarie anche da parte di professionisti che operano in altre regioni o in diverse strutture. Un aspetto fondamentale, soprattutto in un contesto in cui i pazienti si spostano frequentemente tra territori diversi. “Questo consente di garantire cure più appropriate e mirate alle reali esigenze del paziente – sottolinea Odio – rendendo il fascicolo non solo uno strumento tecnologico, ma una vera e propria modalità di supporto all’assistenza sanitaria”. Resta però centrale il coinvolgimento dei cittadini. “Gli investimenti non servono solo a migliorare le piattaforme, ma anche a formare gli operatori, che a loro volta devono accompagnare i pazienti nell’utilizzo del fascicolo”, conclude. La sfida, quindi, è ora quella di rendere il sistema sempre più accessibile e utilizzato, affinché diventi parte integrante del percorso di cura di ogni cittadino.Screenshot_2026-03-26_alle_15.37.22.png