Una domenica da incubo, quella di San Mauro di Romagna. In un piccolo campetto di provincia, al cospetto di 500 spettatori, di cui 300 teramani, la capolista perde il primato contro l’ultima in classifica. Una squadra, con tutto il rispetto possibile, che nelle precedenti 25 gare aveva incassato 56 reti. Un esito finale che pure il più cauto dei bookmakers avrebbe quotato 100 a 1. Purtroppo, il Teramo non solo ha perso una gara indicibile, ma ha anche giocato male. Molto male. I più acuti osservatori avevano notato un calo già dalla gara di Macerata, quando i marchigiani, nel primo tempo, per poco non andarono a segno ripetutamente. Poi, la partita vinta in extra-time contro il Fossombrone. Infine, lo scialbo pareggio di Sora. Insomma, nelle ultime quattro partite, contro squadre più che abbordabili, la squadra di Pomante aveva già dato alcuni segnali di cedimento.
Dobbiamo, ancora una volta, fino allo sfinimento, ribadire un concetto. L’organico del Teramo è nettamente il più forte e il più costoso del girone F di serie D. Lo sanno i dirigenti del Teramo, lo sanno gli esperti del settore, lo sanno gli stessi calciatori. Nulla può essere rimproverato alla società che, al di là di ogni ragionevole dubbio, vuole lasciarsi dietro le spalle le gare contro il Casoli, contro il Pontevomano e il Sambuceto, la dolorosa sconfitta di Castelnuovo contro il Fontanelle e pure alcuniimpresentabili scenari di quarta serie. La società vuole approdare nel professionismo, senza sé e senza ma. Per fare ciò, non ha badato a spese e, a campionato più che avviato, ha acquisito le prestazioni di giocatori di categoria superiore, invitati a vestire la maglia biancorossa a caro, carissimo prezzo. Tra il budget dello scorso anno e quello della stagione in corso vi è una differenza siderale. Ora tocca a mister Pomante, al suo staff e soprattutto ai calciatori dimostrare di essere vincenti. E’ vero che mancano 8 gare e 24 punti in palio. Un’enormità. Così come è innegabile che il Teramo, nonostante l’organico, non è squadra capace di dominare, neppure contro compagini modeste. E’ questione di personalità, di organizzazione o altro ? Non è facile comprendere la sconfitta di S. Mauro, al pari delle prestazioni precedenti. Nel Teramo, ogni domenica, scendono in campo due giocatori che hanno giocato in B, altre tre che hanno navigato bene in C ed altri considerabili calciatori di punta della serie D. Crediamo che possa e debba bastare per vincere il campionato. Per carità, il calcio non è una scienza esatta, asserirà qualcuno. Noi riteniamo che la città di Teramo offra le migliori condizioni per vincere questo campionato. Tutti sanno delle condizioni in cui è partita l’Ancona calcio e le relative difficoltà. Tutti hanno avuto modo di pesare il contesto del Municipio X di Ostia, l’impianto sportivo, la storia calcistica e, non ultimo, l’organico. Anche per un tifoso animato da lucida e razionale passione, questo è l’anno giusto. Ad iniziare da domenica, contro l’Ostiamare.
Nel campionato di Eccellenza, un altro naufragio illustre. La Sant, partita per vincere il campionato, con un organico e un budget importante, perde per tre a zero lo scontro diretto contro il Lanciano. Capitolo vittoria finale chiuso.
Torna a vincere il Montorio, per tre a zero, contro il Cupello. Una vittoria che vale oro per i gialloneri. Partitone del Mosciano a San Salvo, per un vittoria in esterna che la proietta saldamente al quarto posto. E’ quasi salva la Torrese, che liquida in casa il Trasacco. Infine, netta vittoria del Pontevomano contro la cenerentola Pianella.
GIGIRRIVA

