
Ci è mancato poco che domenica, al Bonolis, si materializzasse un vero e proprio incubo. Incontro decisivo per la stagione, dinanzi a oltre quattromila spettatori. Tifoseria da calcio di professione. A pochi secondi dalla fine del primo tempo, la squadra del municipio X di Roma passa in vantaggio. Una doccia fredda, in una giornata grigia. Poi, il colpo di scena. Il direttore di gara, nell’intervallo, accusa un infortunio muscolare e manda tutti a casa. Sì, perché in serie D non c’è il quarto uomo. Anzi, già è tanto che ce ne siano tre di uomini in giacchetta nera. Teatro dell’assurdo. Si riprenderà dal vantaggio dei biancoviola, per i quaranticinque minuti che valgono una stagione, anzi quattro stagioni: quella in Promozione, quella in Eccellenza, quella dello scorso anno e quella corrente. L’unico obiettivo plausibile è abbandonare la lega dilettanti. Di corsa.
Andiamo alla gara. Anche a fronte di diffuse critiche nei confronti di Pomante e dei calciatori, noi vogliamo fare i bastian contrari. Al Bonolis, a differenza di quanto accadde ad Ostia, ove i laziali fallirono non meno di otto occasioni da rete, il Teramo ha dominato, a suo modo, il campo. I biancorossi hanno pure avuto qualche occasione per passare in vantaggio. Insomma, gli ospiti non sono sembrati uno squadrone. Solo gli errori e sbandamenti del centrocampo e della difesa, sulla marcatura ospite, hanno fatto la differenza. Adesso, la strada sembra il muro di Grammont, per gli amanti dello sport duro. Occorre dimostrare, una volta per tutti, una caratura vincente. Il Teramo ha un grande organico. Se fosse uno studente diremmo che è molto intelligente, ma non si applica. Mettere insieme tanti giocatori forti non è cosa facile. Né per Marco Pomante, né per molti altri allenatori delle serie minori. Alcuni hanno contestato l’esclusione di Angiulli. Milton Borgarello è risultato uno dei migliori in campo. Carpani? Fino ad ora, insieme a Njambé, è risultato il calciatore più decisivo.
Una domenica ansiogena, resa ancora più critica dalla vittoria dell’Ancona al Fadini, contro un coriaceo Giulianova. L’Ancona...
Non avremmo mai immaginato, ad inizio stagione, che i dorici potessero ambire alla vittoria del campionato. Mai e poi mai. Il calcio è strano, però! Un alchimia imprevedibile, come la vita. Dai problemi societari estivi, al raduno con una nidiata di ragazzi, alla prima sconfitta all’esordio. Poi, qualcosa è cambiato e, pur in presenza di alcune permanenti criticità, mister Maurizi è stato in grado di compattare ambiente, calciatori e società. Se la gara di Teramo dovesse concludersi con un pareggio, l’Ancona allungherebbe decisamente il passo verso la vittoria finale.
Vittoria secca e meritata del Notaresco a Sora. La formazione del presidente Di Battista ha fatto una stagione sontuosa. Cum laude.
Nel campionato di Eccellenza, il Lanciano asfalta il Mosciano per quattro a zero. Non a caso tra le due squadre ci sono venti punti di differenza. I rossoneri si avvicinano sempre più alla serie D. Una città di poco più di trentamila abitanti che ha conosciuto i fasti della serie B. L’Angolana e la Santegidiese inseguono ad una certa distanza, ma senza eccessive speranze. Veniamo alle altre teramane. La Torrese passeggia contro il Pianella, cui rifila un’agevole manita. Il Montorio è quasi ufficialmente ingabbiata, in una posizione scomoda, nei prossimi play out. Il pareggio contro il Sulmona è una sorta di bandiera bianca. Spera ancora, di contro, il Pontevomano, che vince lo scontro diretto con il fragile Sambuceto. Doppietta del sedicenne (classe 2009) Haidara Cherif, alla quarta rete stagionale, nonostante le poche gare giocate. Lo vedemmo in amichevole sul finire dell’estate. Capimmo subito che aveva doti atletiche non comuni per il calcio di Eccellenza. Non tanto tattiche, né tecniche. Quella capacità di corsa e di resistenza, però, difficilmente la si vede nel calcio non professionistico. Anzi, quasi mai. Pescara la sua prossima squadra?
GIGIRRIVA

