Attualità

L’ABRUZZO RISCHIA DI PERDERE MILIONI DI LIBRI SE LA REGIONE NON INTERVIENE. QUATTRO EX DIRETTORI LANCIANO L’ALLARME A MONTICELLI CHE OGGI SI PRESENTA ALLA DELFICO

«La Regione ha del tutto abbandonato le biblioteche. La situazione è drammatica per i servizi, le professionalità, la logistica. Se non si interviene subito l’Abruzzo rischia di perdere uno dei suoi più importanti patrimoni».

E’ quanto sostengono i quattro storici direttori delle biblioteche abruzzesi in una lettera spedita al Presidente D’Alfonso e a firma di: Walter Capezzali, Enzo Fimiani, Francesco Lullo e Luigi Ponziani, già direttori rispettivamente delle ex biblioteche provinciali dell’Aquila (Tommasi), Pescara (D’Annunzio), Chieti (De Meis) e Teramo (Delfico) nel giorno in cui alla Melchiorre Delfico di Teramo alcuni vertici regionali (Luciano Monticelli in primis, si riuniscono per fare il punto della situazione) attaccano i quattro storici direttori nel giorno per fare il punto della situazione. Ad attenderli a Teramo ci saranno anche i dipendenti che qualcosa da dire pare abbiano davvero.

Basta perdere tempo, perchè l’imperativo è: «salvare le storiche biblioteche che vivono nella più completa incertezza e senza che il nuovo ente gestore stia approntando provvedimenti capaci di modificare, se non in peggio, questo stato di cose. Negli ultimi tre anni- prosegue la missiva a D’Alfonso degli ex direttori promotori di una “protesta disinteressata quanto accorata” le biblioteche sono state sottoposte a pesanti colpi di maglio che ne hanno menomato progressivamente le possibilità di rispondere agli inderogabili doveri di servizio a vantaggio della conservazione, dell’incremento e della valorizzazione dell’imponente patrimonio bibliografico e documentario posseduto». E poi ci sono i tagli.  «Tagli feroci alla loro dotazione finanziaria, pervicace e miope allontanamento del personale qualificato, che ha portato al depauperamento spesso irreversibile di professionalità senza le quali non esiste biblioteca». E ancora: «Prepensionamenti imposti, pensionamenti indotti, trasferimenti necessitati, tutto ha congiurato a che le biblioteche abruzzesi si riducessero a simulacro della loro degna tradizione culturale e civile». Il risultato è che «attualmente due delle quattro strutture (L’Aquila e Chieti) sono malfunzionanti, una (Pescara) mostra grandissime difficoltà a mantenersi aperta, la quarta, la Delfico, grazie al sacrificio degli operatori rimasti, ha continuato tra crescenti preoccupazioni, a garantire apertura piena al pubblico e tutti i servizi».Dinanzi a questo stato di cose «la Regione , invece di procedere ad una legge di riforma del sistema bibliotecario (si ricorda che fin dal gennaio 2015 fu insediato un Comitato tecnico con il compito di redigere una proposta di legge che tenesse conto della nuova realtà che si andava delineando), ha finito per partorire un provvedimento puramente amministrativo che penalizza le poche professionalità rimaste e vandalizza un patrimonio documentario considerato alla stregua di ciarpame insignificante, orpello tanto inutile da poter essere trattato come un qualsiasi ufficio di periferia da gestire con piglio burocratico». L’obiettivo, è dunque «garantire la continuità tecnico-gestionale gravemente compromessa di queste istituzioni, promuovendo e rilanciando la loro autonomia e vocazione storica che costituisce il valore più alto e riconoscibile della identità abruzzese».

Stamattina Monticelli sarà messo sulla graticola e a lui saranno chiesti impegni concreti non parole…visto che i libri sono concreti e raccontano tutto, i politici invece….

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