Ritardi negli adempimenti amministrativi legati al finanziamento da 6 milioni di euro per il miglioramento sismico e la riqualificazione del Palazzo Ex Eca: è quanto denuncia la capogruppo di “Tortoreto al Centro”, Libera D’Amelio, che chiede l’attivazione dei poteri sostitutivi da parte del commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli.
La vicenda nasce da una richiesta di accesso agli atti presentata dalla consigliera il 22 gennaio scorso, relativa all’intervento atteso da anni e sostenuto da risorse pubbliche straordinarie: 4,5 milioni assegnati dalla Cabina di Regia 2025 della struttura commissariale e 1,5 milioni stanziati dalla Regione Abruzzo. Dalla documentazione trasmessa dal Comune emergerebbe, secondo D’Amelio, il mancato rispetto della scadenza fissata dall’ordinanza commissariale n. 250 del 22 dicembre 2025, che imponeva entro il 31 gennaio 2026 la trasmissione all’Ufficio speciale per la ricostruzione del cronoprogramma, del Cup e della nomina dei Rup.
«Gli atti risultano inviati solo il 5 febbraio, quindi oltre il termine previsto e il giorno successivo alla mia richiesta formale di chiarimenti», afferma la capogruppo, parlando di un quadro «oggettivamente preoccupante» e sollevando un interrogativo politico: se senza l’attività di controllo consiliare quell’adempimento sarebbe stato comunque rispettato.
Non solo. Nella stessa nota di trasmissione, sottolinea l’esponente di opposizione, il Comune avrebbe chiesto anche una proroga dei termini di avvio dell’intervento per la complessità dell’opera, nonostante l’ordinanza preveda l’affidamento della progettazione entro il 31 marzo 2026 e l’avvio delle procedure di gara per i lavori entro il 30 novembre 2026. Un elemento che per D’Amelio segnala «un rallentamento formale del percorso amministrativo» già nelle fasi iniziali.
La consigliera chiama in causa anche il ruolo dell’assessore ai Lavori pubblici Arianna Del Sordo, ritenendo che una vigilanza più stringente sull’iter avrebbe potuto prevenire le criticità emerse. «Parliamo di risorse straordinarie e irripetibili, una vera occasione di rinascita urbana e sociale per Tortoreto – aggiunge –. Il rischio di perdere finanziamenti così rilevanti non può nemmeno essere contemplato».
Da qui la richiesta formale al commissario Castelli di valutare l’attivazione dei poteri sostitutivi, assumendo direttamente il coordinamento e la gestione dell’intervento sul Palazzo Ex Eca «per garantire certezza dei tempi, tutela delle risorse pubbliche e realizzazione dell’opera nell’interesse esclusivo della comunità».
D’Amelio assicura che continuerà l’attività di controllo politico-amministrativo: «Quei 6 milioni rappresentano una promessa fatta ai cittadini di Tortoreto e le promesse pubbliche devono diventare realtà».

