Si è conclusa con due arresti un’operazione dei Carabinieri che ha permesso di smascherare una truffa ai danni di un’anziana e recuperare l’intero bottino sottratto. Nella giornata di sabato 2 maggio, i militari dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Avezzano hanno fermato in flagranza di reato due uomini, rispettivamente di 18 e 55 anni, accusati di truffa aggravata in concorso. La vicenda ha avuto origine poche ore prima ad Alba Adriatica, dove una donna di 85 anni era stata raggirata con il classico stratagemma del “finto parente”. In mattinata l’anziana aveva ricevuto una telefonata da un giovane che, fingendosi il nipote, le aveva raccontato di trovarsi in una situazione urgente e complicata, chiedendole denaro e oggetti preziosi per evitare presunte conseguenze. Subito dopo la chiamata, un uomo si è presentato alla porta della pensionata riuscendo a farsi consegnare circa 300 euro in contanti e diversi gioielli in oro. Non soddisfatto, avrebbe convinto la donna a sfilarsi anche le fedi nuziali. Determinante l’intervento di una parente della vittima che, arrivata nell’abitazione durante la consegna, ha intuito il raggiro e ha contattato il Numero Unico di Emergenza 112, fornendo una descrizione dell’uomo e dell’auto utilizzata per la fuga. Scattato l’allarme, i Carabinieri si sono posizionati lungo la strada statale 690, la cosiddetta “superstrada del Liri”, già teatro in passato di analoghi tentativi di fuga. Dopo aver controllato diversi veicoli, i militari hanno individuato l’auto sospetta con a bordo due uomini provenienti da fuori regione. I fermati non sono stati in grado di giustificare la loro presenza sul territorio e, alla luce anche di precedenti a loro carico, sono stati sottoposti a perquisizione. Il controllo ha consentito di rinvenire in breve tempo l’intera refurtiva, poi sequestrata. Per i due è scattato l’arresto immediato. Su disposizione della Procura della Repubblica, sono stati condotti nel carcere di Avezzano in attesa dell’udienza di convalida. Le indagini proseguono per accertare eventuali responsabilità di altri complici e verificare possibili collegamenti con episodi simili avvenuti nella provincia dell’Aquila.
Al termine degli accertamenti, i beni recuperati saranno restituiti all’anziana vittima, che potrà riavere anche le sue fedi, oggetti dal valore affettivo inestimabile.

