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Nuovo colpo di scena nell’inchiesta sulla morte di Cristian Gualdi e Luca Perazzini, i due alpinisti di Santarcangelo di Romagna dispersi sul Gran Sasso nel dicembre 2022. Durante l’udienza davanti al Gip del tribunale di Teramo è emerso infatti un elemento ritenuto centrale dalle famiglie: nella prima delle 17 telefonate effettuate ai soccorsi, Cristian Gualdi avrebbe comunicato correttamente la posizione dei due escursionisti, ma le coordinate sarebbero state trascritte in maniera errata dall’operatore. Il dettaglio emerge dall’analisi degli atti compiuta dagli avvocati delle famiglie, che si sono opposti alla richiesta di archiviazione presentata dalla Procura nei confronti dell’unico indagato, uno dei soccorritori coinvolti nelle operazioni. Secondo quanto sostenuto dalle difese, l’errore nella trascrizione di latitudine e longitudine avrebbe portato a una geolocalizzazione sbagliata dei due alpinisti, indirizzando le ricerche in un’area diversa rispetto a quella in cui si trovavano realmente Gualdi e Perazzini. Al centro della contestazione anche la mancata attivazione dei mezzi aerei dell’Aeronautica Militare. Per il pubblico ministero, le condizioni meteorologiche erano troppo avverse per consentire il volo in sicurezza. Di diverso avviso i legali delle famiglie, secondo cui quella scelta avrebbe avuto precise conseguenze sul piano delle responsabilità e, soprattutto, avrebbe potuto offrire ai due escursionisti una concreta possibilità di salvezza. La decisione del Gip è attesa nelle prossime settimane.perazzini-gualdi_02-1078x675.jpgScreenshot_2026-05-07_alle_21.02.36.png