Cresce in modo costante il numero di procedimenti legati alle crisi d’impresa e alle richieste di accesso agli strumenti per affrontare l’eccessivo indebitamento. È quanto emerge dalla relazione sullo stato della giustizia in Abruzzo illustrata all’Aquila dal presidente vicario della Corte d’appello, Fabrizio Riga, anche alla guida della sezione lavoro, durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario. Pur in assenza di dati puntuali, la tendenza è definita inequivocabile e rappresenta un indicatore significativo dell’attuale congiuntura economica regionale. Il documento evidenzia inoltre un aumento, presso la stessa Corte, sia del numero sia della complessità dei reclami, soprattutto nell’ambito del sovraindebitamento. Ciò è legato al fatto che il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza ha trasferito alla Corte d’appello gran parte dei reclami relativi alle procedure di soluzione delle situazioni debitorie dei soggetti non assoggettabili a liquidazione giudiziale. Sempre più frequente, nelle imprese in difficoltà, è anche il ricorso al concordato semplificato, spesso attivato dopo l’esito negativo della composizione negoziata della crisi. Sul versante del lavoro, le cause pendenti nei tribunali del distretto risultano in crescita. Secondo la relazione, le controversie in materia — insieme a quelle sulla cittadinanza — rappresentano nell’anno giudiziario 2024-2025 circa due terzi delle nuove iscrizioni contenziose (2.307 su 3.109) e oltre la metà delle pendenze finali (3.162 su 5.339).
Nel complesso degli otto tribunali abruzzesi, l’attività civile ha registrato un lieve aumento delle sopravvenienze contenziose, passate da 9.011 a 9.178 procedimenti (+1,85%). Tuttavia l’incremento si concentra esclusivamente nel Tribunale dell’Aquila (+38,73%), mentre negli altri uffici si rilevano flessioni: Avezzano -2,51%, Teramo -6,61%, Chieti -11,58%, Pescara -12,38%, Vasto -13,40%, Lanciano -13,81%, Sulmona -14,25%. Generalizzato, invece, l’aumento delle sopravvenienze nei procedimenti di volontaria giurisdizione: 6.270 complessivi contro i 5.487 dell’anno precedente (+14,27%). Solo Sulmona registra un lieve calo (-1,04%), mentre negli altri circondari gli incrementi vanno dall’1,49% di Chieti al 62,41% di Lanciano, passando per Pescara (+11,93%), L’Aquila (+12,89%), Avezzano (+15,20%), Vasto (+15,25%) e Teramo (+19,05%). Per quanto riguarda il contenzioso in materia di lavoro e previdenza, la relazione segnala un aumento diffuso delle pendenze finali, con l’eccezione del Tribunale di Chieti, dove si registra un calo del 10%. Gli incrementi risultano contenuti ad Avezzano (+1,2%) e Sulmona (+2%), più marcati a Lanciano (+24%), Vasto (+20%), Pescara (+16%) e Teramo (+8,5%), mentre all’Aquila l’aumento è definito esponenziale (+52%), anche a causa della scopertura dell’unico posto di giudice del lavoro.Nel complesso, le pendenze totali dei tribunali del distretto — al netto dei procedimenti speciali — sono cresciute del 12,7%, passando da 4.571 al 30 giugno 2024 a 5.152 al 30 giugno 2025. Tra i settori che impegnano maggiormente i giudici civili resta inoltre quello dell’immigrazione e della protezione internazionale.

