
Alto consenso anche nel Teramano per l’ipotesi di accordo sul rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici sottoscritta lo scorso 22 novembre. A sottolinearlo è la Fim-Cisl provinciale, che parla di un risultato “importante e avanzato della contrattazione”, conquistato in un contesto economico complesso grazie a una forte mobilitazione di lavoratrici e lavoratori, tra scioperi e manifestazioni nelle fasi più difficili del negoziato.
«Il sì espresso dai metalmeccanici conferma il valore del contratto nazionale come strumento di tutela generale e di giustizia sociale per oltre un milione e mezzo di addetti», evidenzia Marco Boccanera, segretario provinciale delle tute blu Fim-Cisl. «L’intesa prevede un aumento medio di 205 euro mensili, capace non solo di difendere i salari dall’inflazione ma anche di rafforzarli con una quota legata all’innovazione organizzativa. Il meccanismo di salvaguardia contro eventuali picchi inflattivi rappresenta inoltre una garanzia unica».
Tra i punti qualificanti del rinnovo, il sindacato ricorda i risultati su orario di lavoro e permessi, la riduzione dei turni, la stabilizzazione dei rapporti a termine e in somministrazione, le nuove tutele per i lavoratori degli appalti, il rafforzamento di sicurezza e prevenzione, il diritto soggettivo alla formazione e le misure di welfare.
Particolare soddisfazione viene espressa per il ruolo delle Rsu aziendali, «uomini e donne che hanno saputo tradurre nei luoghi di lavoro queste conquiste», con un riconoscimento speciale ai delegati delle piccole e medie imprese, dove – sottolinea la Fim – «la rappresentanza fa davvero la differenza».
Nel territorio teramano, su oltre 2.500 addetti coinvolti, circa 1.500 hanno votato a favore dell’accordo. «Ora l’impegno sarà rivolto alla piena applicazione del contratto e all’avvio della contrattazione aziendale in ogni realtà produttiva», conclude Boccanera. «Quando vincono i metalmeccanici, vince l’Italia intera».
Le Rsu Fim-Cisl Teramo.

