
Caro Amleto,
il tuo ‘post’ lamenta , in un breve ma circostanziato articolo, l’assenza di indignati nella nostra città.
Permettimi di dissentire. Ci sono almeno tremila cittadini fortemente indignati. Il problema è che sono minoranza.
Perché ce ne sono almeno diecimila indifferenti (tra cui quattromila immigrati) ; almeno altri diecimila rassegnati (tra cui seimila tra bambini sotto i dieci anni e persone sopra gli ottanta); ed ancora altri diecimila occupati a sopravvivere , che non possono neppure permettersi il lusso di spendere forze per indignarsi; e da ultimo forse quindicimila contenti assolutamente dello stato delle cose nella nostra città. (*)
Vanno annoverati tra questi i residenti contenti di poter parcheggiare dove e come vogliono, contenti di poter annoverare Teramo come città di sagre e concerti senza sapere da chi siano pagati, di potersi permettere il lusso di ignorare cosa sia un bilancio pubblico, di potersi permettere il lusso di ignorare cosa sia la perdita di un edificio come il ‘Delfico’, di potersi permettere il lusso di ignorare cosa significhi aver perso la Presidenza e la direzione di un Parco nazionale che si chiama Gran Sasso e Monti della Laga, ovvero due montagne che ricadono prevalentemente in territorio teramano ; di potersi permettere di fare a meno di un proprio collegio elettorale a tutto vantaggio di Pescara e L’Aquila, di potersi permettere il lusso di lasciare che il 50% dei propri figli abbandoni la città di origine per andare a lavorare all’estero o nel Nord Italia; di potersi permettere il lusso di credere a decine di favole economiche raccontate da governanti disinformati o privi di scrupoli, di potersi permettere di ignorare che alcuni Dipartimenti della nostra Università, o l’IZS, o alcune società locali sono vere eccellenze; di potersi permettere il lusso di cercare sempre fuori ciò che invece già esiste in città, di potersi permettere di ignorare che la cultura è la sola arma per il nostro futuro, di potersi permettere il lusso di ignorare capacità e talenti a tutto vantaggio dell’appartenenza partitica, di potersi permettere il lusso di pensare che i soldi del PNRR sono stati concessi per essere spesi e non per investire, di potersi mettere il cuore in pace attraverso un po’ di beneficenza senza preoccuparsi delle disuguaglianze crescenti, di potersi permettere il lusso di contentarsi di apparire su Facebook, su istagram e su tik tok come prova di esistenza , avendo rinunciato al ‘cogito ergo sum’ di Cartesio. Di poter, in definitiva, permettersi il lusso di essere ‘folla’ e non ‘popolo, ‘sudditi’ e non liberi cittadini pensanti.
Ti chiedo : perchè se la maggioranza della comunità locale è contenta di questo stato di cose, perché dovrebbe indignarsi e ribellarsi ? Va bene così. Forse sei tu che non apprezzi e non comprendi…. a
Ironie a parte, la nota più triste di tutte è un’altra : la stragrande maggioranza degli abitanti della nostra città mostra di non conoscere il principio della rana bollita , ovvero la famosa metafora raccontata dal filosofo statunitense Noam Chomsky, per descrivere l'incapacità umana di reagire a minacce o cambiamenti negativi che avvengono in modograduale. Se una rana viene immersa in acqua bollente, sostiene Chomsky, essa salta fuori immediatamente; se invece viene posta in acqua fredda che si riscalda lentamente, essa si adatta passivamente fino a morire, esausta e incapace di reagire.
Dunque, dobbiamo rendere tutti partecipi di questa realtà. Il tuo compito di bravo commentatore è quello di rendere quanti più cittadini possibili consapevoli di quel principio drammatico. Il mio compito di cittadino amante della mia città e della sua comunità, è quello di continuare a mettere a disposizione riflessioni, studi e ricerche di anni per poter tracciare percorsi nuovi, (non nuovi percorsi….), prospettare alternative, configurare visioni perseguibili e delineare la strategia del buon senso.
Dopo la decadenza e il declino, dobbiamo assolutamente evitare la fase del ‘lento suicidio’. Non possiamo permetterci il lusso di perder ulteriore tempo per indignarci, dobbiamo saltare fuori dall’acqua che sta per bollire, scuotendo gli addormentati, i distratti, i silenti, aiutando quante più persone possibili.
“Salvare il soldato Ryan” , ora o mai più.
Con stima e cordialità.
Franco Esposito
(*) sono numeri indicativi, ovviamente, ma non fuori della realtà....

