
La prendeva a calci in gravidanza mentre dormiva. Dodici anni di botte, minacce e umiliazioni, con episodi di violenza continui: è il quadro che ha portato al rinvio a giudizio di un trentasettenne della Valle Peligna, accusato di maltrattamenti in famiglia nei confronti della moglie e di tre bambini. Le indagini descrivono una relazione segnata da aggressioni fisiche — pugni, calci, colpi con oggetti — e da un controllo costante sulla vita della compagna, pedinata e privata di autonomia. In un caso l’uomo le avrebbe scagliato pietre durante un’escursione; in un altro l’avrebbe colpita mentre dormiva. Le condotte violente avrebbero coinvolto anche i figli, picchiati anche con una stecca da biliardo. Il tribunale per i Minorenni dell’Aquila ha sospeso la responsabilità genitoriale del padre, mentre la Procura di Sulmona ha chiuso le indagini ottenendo il rinvio a giudizio.
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