
Oltre due ore di controdeduzioni nel confronto che si è svolto oggi sulla vicenda della lavoratrice sospesa dal servizio che lavorava per il gruppo Globo. Al termine dell’incontro, il legale dell’UGL ha chiesto l’immediato reintegro della dipendente oppure, al massimo, entro 24 ore, sostenendo che tutte le contestazioni mosse nei suoi confronti siano state smontate e risultino quindi infondate. Ora si attende la decisione dell’azienda. Intanto questa mattina si è svolto un sit-in di protesta davanti alla sede della Cosmo Spa (marchio Globo Calzature) a Corropoli, in contrada Santa Scolastica. L’iniziativa è stata promossa dalla segreteria provinciale UGL Teramo, rappresentata dal segretario Alberto Di Battista, insieme a Stefano Matteucci, segretario UGL Salute Abruzzo, ed Emidio Angelini, segretario UGL Chimici Teramo. La protesta si inserisce nella giornata nazionale di mobilitazione proclamata per il 4 marzo dalla segreteria nazionale UGL Terziario, a sostegno di Giorgia Costantino, dirigente sindacale UGL e dipendente del punto vendita Globo di Parma, attualmente sospesa dal servizio a seguito di un provvedimento disciplinare che il sindacato ritiene ingiusto e ritorsivo. Secondo l’UGL, si tratta di un fatto grave che rischia di compromettere il libero esercizio dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro. Le contestazioni mosse alla dirigente sindacale, secondo quanto denunciato dalla struttura nazionale, sarebbero pretestuose e sproporzionate rispetto all’attività svolta negli anni in difesa dei diritti dei lavoratori, in particolare sui temi dell’organizzazione del lavoro, della sicurezza e della stabilizzazione dei precari. La mobilitazione territoriale di Teramo vuole quindi rappresentare, spiegano i dirigenti UGL, «un segnale forte e unitario a tutela del diritto di ogni lavoratore ad essere rappresentato senza subire pressioni o intimidazioni». «Difendere un rappresentante sindacale – dichiarano – significa difendere un principio fondamentale di democrazia nei luoghi di lavoro. Non possiamo restare in silenzio di fronte a provvedimenti che rischiano di trasformarsi in strumenti di compressione della libertà sindacale».

