
Blitz dei carabinieri nelle prime ore di oggi tra Roseto degli Abruzzi e Pesaro. I militari del Comando provinciale di Teramo hanno eseguito otto misure cautelari emesse dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Teramo nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura teramana. Il provvedimento prevede una custodia cautelare in carcere, tre arresti domiciliari e quattro obblighi di firma e di dimora. Contestualmente sono state effettuate 17 perquisizioni nei confronti di altrettanti indagati. L’operazione è stata condotta con il supporto dei nuclei cinofili di Chieti, Roma e Sarno, di due unità cinofile della Guardia di Finanza della compagnia di Giulianova, di un velivolo del Nucleo elicotteri carabinieri di Pescara e dei militari della compagnia di Pesaro. Complessivamente sono 17 le persone coinvolte nell’inchiesta. Secondo l’accusa, 14 di loro sarebbero responsabili del reato di istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica o religiosa. Per cinque indagati si aggiungono anche le accuse di lesioni personali e aggressione aggravate dall’odio razziale ai danni di cittadini bengalesi, episodi che sarebbero avvenuti il 24 gennaio 2026.
Altri cinque indagati sono accusati, in concorso, di resistenza e aggressione a pubblico ufficiale, danneggiamento, accensioni ed esplosioni pericolose, oltre al porto abusivo di armi bianche e oggetti atti a offendere. I fatti risalgono all’8 ottobre 2025. Per uno degli indagati è contestata anche la violazione del Daspo in occasione di competizioni sportive. L’indagine è stata condotta dal Nucleo investigativo dei carabinieri di Teramo ed è partita proprio dagli episodi avvenuti l’8 ottobre 2025 a Roseto degli Abruzzi, durante l’incontro di basket tra le squadre di Roseto e Pesaro. Al termine della partita, all’esterno del palazzetto, tre auto dei carabinieri impegnate nel servizio di ordine pubblico furono colpite dal lancio di pietre da parte di alcuni tifosi con il volto coperto da sciarpe e cappucci. In quell’occasione uno dei veicoli dell’Arma, appartenente alla stazione di Cellino Attanasio, fu preso di mira e il lunotto posteriore venne distrutto con oggetti contundenti mentre i militari si trovavano ancora all’interno dell’auto. Le indagini avrebbero poi permesso di identificare i presunti responsabili e di ricostruire il loro coinvolgimento nei disordini. Nel corso delle investigazioni sarebbe emerso anche il presunto legame degli indagati con un gruppo di matrice neo-fascista che si definiva “Il Duce”. Attraverso una chat denominata “Roseto Youth”, i partecipanti si sarebbero identificati come “Gioventù fascista rosetana” e avrebbero incitato ad azioni violente e spedizioni punitive a sfondo razziale, tra cui aggressioni nei confronti di immigrati e iniziative contro un centro di accoglienza per stranieri presente a Roseto. Durante le prime attività investigative i carabinieri avevano già sequestrato telefoni cellulari e documenti contenenti simboli e messaggi di esaltazione del fascismo. Le indagini proseguono per chiarire ulteriormente il ruolo dei singoli indagati e l’eventuale coinvolgimento in altri episodi.

