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poliia.jpegA tredici mesi dai fatti, l’inchiesta sulla notte di violenza tra giovanissimi in piazza San Francesco arriva alla stretta finale: sono tre, al momento, i ragazzi che rischiano il processo. Il caso, che all’epoca fece il giro della cronaca nazionale per l’uso di molotov tra minorenni, si è sviluppato nel tempo in un fascicolo della Procura per i minorenni che inizialmente contava otto indagati. Dopo mesi di accertamenti, però, il quadro si è progressivamente ristretto, lasciando ora tre posizioni al vaglio per un possibile rinvio a giudizio. Gli episodi risalgono alla sera del primo febbraio 2025, quando la piazza si trasformò in un teatro di scontri tra gruppi di adolescenti. Le indagini, supportate anche dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza, avevano portato a identificare diversi giovanissimi, alcuni dei quali ascoltati nel tempo prima come testimoni e poi come indagati. Fin dall’immediatezza dei fatti erano stati denunciati due 14enni della Val Vibrata. Tra loro anche il ragazzo che aveva lanciato una bottiglia molotov, colpendo un 15enne presente casualmente sul posto. Il giovane ferito riportò ustioni e altre lesioni, fortunatamente non gravi, riuscendo a togliersi il giacchino che aveva preso fuoco. Uno dei due 14enni, studente liceale, aveva inoltre collaborato con gli inquirenti facendo ritrovare gli ordigni artigianali preparati in casa e nascosti in piazza. Nel corso dell’interrogatorio aveva ricostruito quanto accaduto prima e dopo gli scontri, spiegando come tutto fosse nato da tensioni tra coetanei, legate a una partita di calcio e ad alcuni apprezzamenti rivolti a una ragazza, con un appuntamento fissato sui social per regolare i conti. Ora, a oltre un anno di distanza, come riferisce il Centro, l’inchiesta è alle battute conclusive: da otto indagati si è arrivati a tre possibili imputati, su cui la Procura dovrà decidere se chiedere il processo.