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Sono 91.170 gli stranieri residenti in Abruzzo al 31 dicembre 2024, pari al 7,2% della popolazione complessiva. Il dato segna una crescita rispetto all’anno precedente, quando erano 85.828. A rilevarlo è il Dossier statistico immigrazione 2025, presentato all’Università dell’Aquila. Nel corso dell’incontro, Luigi Gaffuri, docente di Geografia umana e curatore del focus regionale, ha sottolineato come la presenza straniera non possa più essere considerata marginale, ma rappresenti ormai un elemento stabile del tessuto sociale. Guardando alla distribuzione territoriale, è la provincia dell’Aquila a registrare il numero più alto di residenti stranieri, con 25.539 presenze. Seguono Teramo (25.330), Chieti (22.016) e Pescara (18.285). Sempre l’Aquilano detiene anche il primato per incidenza percentuale, con gli stranieri che raggiungono l’8,9% della popolazione. Dal punto di vista demografico emerge una comunità più giovane rispetto a quella italiana. I minori stranieri rappresentano infatti il 17,8% del totale, mentre quasi un neonato su dieci (9,9%) ha genitori stranieri. Nelle scuole abruzzesi si contano 14.712 studenti con cittadinanza non italiana, e oltre la metà di loro (57,3%) è nata nel Paese. Le principali comunità presenti sul territorio sono quella romena (21.537 residenti), seguita da quella albanese (10.962), marocchina (8.165), ucraina (4.867) e cinese (3.851). Sul piano economico, gli stranieri occupati sono 38.900, impiegati soprattutto nei settori dell’agricoltura, dell’industria, dei servizi e del lavoro domestico. Ammontano invece a 14.789 le imprese guidate da cittadini nati all’estero.