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SAlpa RolliIl dibattito sul trasferimento del reparto confezioni della Salpa si arricchisce di nuove voci e si accende ulteriormente dopo il comunicato diffuso nelle scorse ore, che denunciava la scelta aziendale come «un duro colpo al nostro tessuto economico e sociale» e parlava apertamente di «fallimento delle politiche della giunta Nugnes». Nel testo si esprimeva «piena e incondizionata solidarietà» ai lavoratori, sottolineando come «dietro ogni spostamento di reparto ci sono persone, professionalità e sacrifici che rischiano di essere calpestati». Veniva inoltre criticata l’amministrazione comunale, accusata di non aver mantenuto le rassicurazioni fornite in passato e di non aver saputo difendere adeguatamente il tessuto produttivo locale.

Ma proprio su questo punto arriva la presa di posizione di Riccardo Tomassoni, componente della RSU Salpa, che interviene duramente smontando il senso del comunicato e definendolo, di fatto, inutile e strumentale. «Come al solito i cavalcatori per votazioni alle porte, giocando su moralismi fatti sugli operai, mi fanno più che schifo», afferma senza mezzi termini. Tomassoni rivendica la sua esperienza diretta: «Faccio parte della RSU di Salpa da oltre 10 anni e questo discorso del reparto confezioni che va via o non va via va avanti da 10 anni». Secondo il rappresentante dei lavoratori, la vicenda non è affatto una novità né può essere attribuita esclusivamente all’attuale amministrazione: «La delocalizzazione è stata fatta anche quando c’era Ginoble, quindi non è un problema solo di questa amministrazione ma di tutti».

Tomassoni contesta anche chi, a suo dire, parla senza conoscere davvero la situazione: «Si fa propaganda su altro e non su queste cose perché si dichiarano solo sciocchezze». E aggiunge un passaggio che ridimensiona ulteriormente l’allarme: «Lo fecero già nel 2018 e non sono riusciti poi a smantellare qui. È una cosa già vista». Infine, l’invito a un approccio più concreto e meno mediatico: «Invece di fare articoli per atteggiarsi, si facciano telefonate ai diretti interessati e si conosca la storia». Nel frattempo, dal comunicato originario resta la richiesta politica di chiarimenti e azioni immediate: «Chiediamo al Sindaco un atto di trasparenza immediato» e «la comunità rosetana merita risposte, non altri silenzi». Due letture opposte della stessa vicenda: da un lato l’allarme sociale e politico, dall’altro la voce interna alla fabbrica che invita a evitare strumentalizzazioni e a riportare il confronto su dati concreti e conoscenza diretta dei fatti. Si consiglia di cambiare addetto stampa al più presto e pure comunicatori nel senso piu' ampio del termine.