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Dopo quasi trent’anni di attesa, prende finalmente forma un intervento destinato a segnare una svolta per il territorio. È stato pubblicato il bando per l’assegnazione di 12 alloggi a canone concordato a Campo a Mare, un progetto rimasto bloccato dalla fine degli anni ’90 e oggi riportato in vita grazie al lavoro congiunto tra amministrazione comunale e Ater. L'annuncio arriva dal Presidente dell'Ater Alfredo Grotta che ha duramente lavorato per l'ottenimento di questo storico obiettivo che Roseto attendeva da troppo tempo e che mai nessuno era riuscito a sbloccare. Un’iniziativa definita senza esitazioni “storica”, perché restituisce concretezza a quello che per anni è stato considerato un vero e proprio “cadavere urbanistico”: edifici incompiuti, simbolo di ritardi e mancanza di risorse, che oggi tornano invece a rappresentare una risposta reale all’emergenza abitativa. Il bando è rivolto a una fascia sempre più ampia e spesso dimenticata: famiglie e cittadini con redditi troppo alti per accedere all’edilizia popolare tradizionale, ma insufficienti per sostenere i costi del mercato immobiliare privato. Una categoria in crescita, stretta tra difficoltà economiche e assenza di alternative. Previsti criteri che privilegeranno nuclei familiari numerosi e situazioni di maggiore fragilità sociale, in un quadro più ampio di rilancio dell’edilizia residenziale pubblica. Parallelamente, infatti, sono in corso altri interventi: tra questi, un milione di euro destinato alla riqualificazione di un edificio storico cittadino attraverso fondi FSC e diversi progetti candidati al PNRR, con l’obiettivo di recuperare un patrimonio immobiliare trascurato per anni. Il risultato, sottolineano gli amministratori: il Sindaco Mario Nugnes e l'assessore Angelo Marcone, è frutto di un lavoro intenso portato avanti nell’ultimo anno, che ha consentito di sbloccare risorse ferme da decenni e trasformarle in opportunità concrete per i cittadini. Ma alla soddisfazione per il traguardo raggiunto si affianca una polemica politica. A sollevarla è il sindaco, che ha stigmatizzato il comportamento di Fratelli d’Italia, accusato di aver diffuso un comunicato stampa sul bando in anticipo rispetto alla presentazione ufficiale. Un gesto definito apertamente come uno “sgarbo istituzionale”, perché avrebbe scavalcato il lavoro condiviso tra enti e mancato di rispetto nei confronti dell’Ater e dell’amministrazione comunale. “Un’anticipazione che sorprende e lascia sgomenti – è stato sottolineato dall'assessore Marcone – soprattutto perché si tratta di un risultato costruito con collaborazione e impegno. La conferenza stampa era pubblica e aperta a tutti: c’erano le condizioni per partecipare e confrontarsi”. Secondo il primo cittadino, si tratterebbe di una “fuga in avanti” finalizzata più a creare divisioni che a valorizzare un obiettivo comune. Un atteggiamento che, viene evidenziato, contrasta con i rapporti istituzionali più collaborativi registrati con i livelli regionali dello stesso partito. Nel frattempo, l’amministrazione rivendica i risultati: “Non parole, ma fatti”. Il bando è pronto e nei prossimi mesi porterà alle prime assegnazioni, con una graduatoria destinata a scorrere nel tempo in base alle esigenze. Un segnale concreto per la città, che torna a investire sul diritto alla casa e sulla riqualificazione urbana, lasciandosi alle spalle anni di immobilismo. E che, al di là delle polemiche, segna davvero l’inizio di una nuova fase per Roseto degli Abruzzi.

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